Abete: «Sì al tavolo, però...» Petrucci ironico sulla Lega

Tutti vogliono il tavolo della pace. Con ogni probabilità si farà, ai primi di dicembre, in tempo per regalare al pallone italiano un sereno Natale, almeno nelle intenzioni. Ora l’impresa è far reggere il tavolo. Perché le «gambe» portanti si sono già dette disponibili al confronto, ma ognuna con una pregiudiziale. Nelle prove di disgelo di mercoledì, il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ha invocato un passo indietro della Juventus e più in generale la fine del «doping legale». Con tanto di commissione di «saggi» per ridefinire la clausola compromissoria e rimodulare i tempi della prescrizione. Andrea Agnelli aveva precisato che il ricorso al Tar rimane e che su Calciopoli serve un confronto. Era arrivato anche il sì di Moratti a patto che non si parli del passato. Ieri contestuale all’apertura di Giancarlo Abete, presidente della Figc, ecco la mossa della Lega Calcio di chiedere alla Federazione di rivedere velocemente l’articolo 22 delle Noif, quello che prevede la sospensione dei dirigenti anche con condanne di primo grado e non solo dopo le sentenze definitive. Dunque da via Rosellini si chiede di cambiare regole vecchie e obsolete. Ironico il commento di Petrucci: «Prendo atto che mentre stiamo cercando soluzioni per chiudere col passato e costruire un futuro migliore, per la Lega A l’unico problema urgente è questo...».
Abete, ospite di un convegno a Novara, è in sintonia con Petrucci sull’ipotesi tavolo della pace: «Spero che la disponibilità sia confermata anche quando si approfondiranno i contenuti». Niente sconti sul rapporto fra giustizia ordinaria e sportiva. «Fare collegamenti tra i procedimenti penali e l’ordinamento sportivo è una violenza nei confronti del mondo dello sport - ha aggiunto -. Il calcio vive in un sistema di regole, è singolare e anche folcloristica la posizione di chi vuole estrapolare la posizione di una società». Niente riferimenti alla Juve «perché c’è ricchezza di esempi - ha puntualizzato il presidente federale -. Bisogna non avere la presunzione di pensare di poter modificare delle norme automaticamente». Con un preciso richiamo ai valori etici.
Questo il messaggio di Abete, ricordando che c’è bisogno di una «Lega coesa», inviato al consiglio di Lega Calcio. Presenti Agnelli e l’ad dell’Inter Ernesto Paolillo, che non parlano, segno che le diplomazie sono al lavoro. Lo fa Adriano Galliani per rispondere a Petrucci sul presidente Beretta: «Non è dimissionario. Lui ha dato la sua disponibilità a dimettersi quando glielo avremmo chiesto, ma noi non lo abbiamo ancora fatto». Quindi l’apertura al tavolo: «Si parli solo del futuro». La proposta di Agnelli è accolta da tutti. Poi il consiglio di Lega ha votato praticamente all’unanimità «una delibera in cui si chiede alla Federcalcio di affrontare nel primo consiglio federale, che auspichiamo sia convocato con la massima urgenza, la revisione dell’art.22 bis delle Noif». Con l’attuale norma dopo la sentenza del processo di Napoli Lotito e Andrea Della Valle sono stati sospesi dalle loro cariche. Quindi la risposta ironica di Petrucci che marca la distanza dalla Lega. A questo punto la fretta serve per il tavolo politico della pace, prima che le «gambe» si stacchino di nuovo.

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