Acrobazie d’artista a villa Pamphilj

Interverrà anche Angelo D’Arrigo, primo uomo a sorvolare il Sahara senza l’ausilio del motore

Lidia Scognamiglio

Un’opera d’arte «totale», che dissolve gli schemi chiusi del teatro tradizionale per dar vita a uno spettacolo libero e surreale. La danza, il teatro, il canto, l’alpinismo, l’arte circense e figurativa potevano convivere solo in uno spazio magico, perché senza limiti: il cielo. Dal 3 al 5 agosto Villa Doria Pamphilj sarà trasformata in un incredibile palcoscenico aereo, alto più di 50 metri, sul quale si esibiranno compagnie e performer provenienti da tutto il mondo per realizzare il I festival internazionale «La città volante». La kermesse porta alla ribalta alcune tra le più importanti realtà artistiche mondiali, poco diffuse a Roma, ma ben note in Francia, Canada e Sud America. Sono ballerini volanti, acrobati, scalatori che hanno fatto della sfida alla gravità il presupposto della loro ricerca artistica. «Il festival è alla prima edizione - spiega l’assessore capitolino alla Cultura Gianni Borgna - ma ha tutte le carte in regola per diventare un appuntamento fisso della nostra programmazione estiva».
A inaugurare la rassegna sarà la compagnia Kitonb con lo spettacolo Carillon... il volo del tempo. Promotori dell’evento e punto di riferimento del genere della performance volante, i Kitonb sono nati nel ’98 dall’incontro di due giovani artisti, Angelo Bonello e Alberta Nunziante, che così hanno concretizzato la loro originale idea di teatro estremo basata su condizioni limite viste come «la situazione ideale per trovare una forza scenica potente e innovativa». Qualcuno li avrà già notati la scorsa Notte Bianca in piazza S. Giovanni in Laterano. Questa volta, però, ad accompagnare il loro spettacolo, ci saranno anche giochi di laser, luci e video che avvolgeranno lo spettatore in una prospettiva tridimensionale, a 360 gradi. Al centro della scena ci sarà un enorme parallelepipedo metallico, intersecato da funi elastiche, che roteando su se stesso simbolizza un surreale carillon. Le colonne sonore che accompagneranno il viaggio narrativo attraverso le quattro stagioni dell’«Età del mondo» sono varie: dalla musica classica di Vivaldi ai mantra tibetani, dai suoni elettronici alla voce raffinata di Rosie Wiederkehr, cantante solista degli Agricantus.
Il 4 agosto si esibirà la compagnia Elles con le sue evoluzioni minimaliste, seguita dal Théâtre de l’Exil, noto come il fautore della danse escalade. Si chiuderà il 5 agosto con la compagnia degli Archaos, pionieri del nouveau cirque.
Non meno coinvolgenti, nella prima e nell’ultima serata, gli incontri con due ospiti d’eccezione, personaggi del «mondo dell’aria» intervistati anch’essi «in volo»: Angelo d’Arrigo, il primo uomo che ha sorvolato, senza l’ausilio del motore, il Sahara, la Siberia e il monte più alto del pianeta, l’Everest, e Alain Robert, lo «spiderman francese», noto per aver scalato settanta grattacieli a mani nude e senza protezione.
Al pubblico è, inoltre, consentito assistere alle «prove libere di volo». E chi non riuscisse a resistere alla travolgente emozione di volteggiare per aria potrà prenotarsi per uno stage con i Kitonb, in un week end di settembre.