Adozioni: Italia disponibile ma dopo l'emergenza

L’Italia è pronta ad aiutare i
bambini di Haiti, quelli che il terremoto ha reso orfani e soli.
Lo farà, in accordo con il governo locale e se questo lo chiederà. Il
ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, ha messo in guardia dalle "adozioni precipitose" sottolineando che le autorità di Parigi non devono essere "accusate di rapimento"

L’Italia è pronta ad aiutare i bambini di Haiti, quelli che il terremoto ha reso orfani e soli. Lo farà, in accordo con il governo locale e se questo lo chiederà. È la premessa di una serie di iniziative assunte dalla Commissione per le adozioni internazionali (Cai) che oggi ha stanziato 1,8 milioni di euro per interventi sul luogo. E, a fronte delle migliaia di richieste di disponibilità di famiglie italiane ad accogliere per l’adozione o l’affido minori haitiani, ha fatto un’apertura, ma a condizioni precise. Ad illustrare gli interventi è stato il sottosegretario Carlo Giovanardi che è anche presidente della Cai.

Un milione subito disponibile Queste risorse, la prossima settimana, andranno alla Caritas (350 mila euro), a Save the Children (350 mila), all’Unicef (300 mila) per progetti locali. Gli altri 700-800 mila euro saranno a disposizione a medio termine di altri enti ed organizzazioni.
Adozioni, ma dopo l'emergenza Due le condizioni: se il governo di Haiti dichiara lo stato di reale abbandono del bambino e se le coppie italiane sono in possesso dell’idoneità all’adozione. Le 6-7 mila famiglie in attesa di adozione «possono optare» per Haiti, anche se hanno scelto un paese diverso. La Cai sta valutando anche la possibilità di «rinverdire» - come ha detto Giovanardi - l’idoneità di quelle coppie che hanno rinunciato al percorso adottivo e che non starebbero più nei termini. L’accertamento dello stato di adottabilità del minore è fondamentale: Giovanardi ha ricordato che in occasione dello tsunami del 2004, si capì solo col tempo che il 98% dei bambini che inizialmente sembravano soli in realtà avevano un parente su cui contare.
Soggiorni terapeutici E' in programma una riunione con i sottosegretari Guido Bertolaso e Gianni Letta. Con Giovanardi ed una serie di ministeri interessati (welfare, affari esteri, giustizia, economia) c’è l’intenzione di prevedere nuove regole per l’ospitalità temporanea dei minori haitiani che hanno bisogno di cure. L’obiettivo è di prevenire le conseguenze negative già sperimentate in altre situazioni di emergenza, come la Bielorussia e il Ruanda, che potrebbero interessare i minori ospitati in Italia al momento del rimpatrio.
Adozioni a distanza «È utile anche questo strumento - ha detto Giovanardi - è un’altra forme efficace che si aggiunge alle altre».
Azioni concordate a livello Ue La Cai è in contatto con le autorità di altri paesi di accoglienza in vista di iniziative di sostegno al governo haitiano per accelerare le procedure per l’accertamento e la dichiarazione di adottabilità. Il 21 gennaio è prevista a Parigi una riunione informale di alcune autorità centrali europee per lo studio e l’attuazione di buone pratiche. La Cai ha tenuto a precisare che le adozioni di bimbi haitiani di questi ultimi giorni verso l’Olanda e la Francia riguardano procedure già concluse prima del sisma.

Francia Il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, ha messo in guardia dalle «adozioni precipitose» di bambini haitiani, sottolineando che le autorità di Parigi non devono essere «accusate di rapimento». Salvare i bambini non va considerato un pretesto, «dobbiamo evitare che ci accusino di rapimento», ha detto Kouchner, interpellato all’Assemblea nazionale sulla questione delle adozioni ad Haiti, colpita martedì scorso dal terremoto.In questi ultimi giorni, il governo francese è stato interpellato da alcune famiglie che chiedevano di accelerare le procedure di adozione. La Francia ha deciso di intensificare il trasferimento dei bambini haitiani in via di adozione da parte di famiglie francesi. «Non possiamo assolutamente prendere dei bambini così, senza sapere se hanno una famiglia o se sono già in un altro circuito», ha insistito il ministro ricordando che ci sono «528 (bambini, ndr.) che sono su alcune liste, 130 verranno molto presto in Francia visto che adesso le formalità (...) saranno estremamente più facili».Secondo l’Agenzia francese per le adozioni (Afa), la Francia è il primo Paese di accoglienza dei bambini di Haiti. Nel 2006, su 1.300 haitiani adottati nel mondo, 591 sono arrivati in Francia.

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