Cronaca locale

Allarme morti sul lavoro in Lombardia, appello dei sindacati a Confindustria

La Cisl: quattro morti in quarantotto ore causati dalla leggerezza nel rispettare le norme sulla sicurezza

«In Lombardia abbiamo dovuto assistere una escalation di infortuni mortali sul lavoro che ci colpisce in modo impressionante. La Cisl Lombarda interviene ancora una volta invitando a non abbassare la guardia di fronte alla drammaticità degli incidenti». Il segretario regionale Roberto Benaglia dichiara: «I 4 morti che nella nostra regione abbiamo avuto nelle ultime 48 ore (3 nella giornata di ieri e ancora uno questa mattina nella bergamasca) sono tutti legati al mancato rispetto di norme minime di prevenzione e sicurezza. Se si muore cadendo da un tetto o colpiti da un tubo non si può parlare di morte accidentale o legata alla fatalità - ha sottolineato Benaglia -. La crisi economica e la paura per la perdita del posto di lavoro rischiano di creare degli alibi e di mettere in secondo piano l'azione di tutti per una maggiore sicurezza contro gli infortuni, e non possiamo permettercelo».
I dati del 2008 che parlano di un calo degli infortuni ci dicono che è possibile incidere positivamente sul fenomeno rispettando le regole. «Per questo - ha aggiunto il segretario della Cisl - chiediamo al Parlamento che in queste ore dovrà esprimere il proprio parere sul decreto correttivo Sacconi al testo unico sulla sicurezza, di confermare nel testo tutte le norme che portano ad un efficace aumento delle azioni preventive, dei controlli e venga respinto il possibile indebolimento dell'impianto normativo sostanziale.

Chiediamo anche a Confindustria, che proprio a Milano nei giorni scorsi ha discusso di sicurezza, di non nascondersi dietro le modifiche del ministero e di attuare azioni forti di responsabilità verso i propri associati».

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