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Addio a Menichelli, il ginnasta "imperatore" di Tokyo

Poteva scegliere il calcio, ai Giochi 1964 fu oro nel corpo libero e ottenne altri 2 podi

Addio a Menichelli, il ginnasta "imperatore" di Tokyo
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Poteva scegliere il calcio e una palla da inseguire e, invece, scelse di essere libero. Corpo libero, di cui fu medaglia olimpica a Tokyo 1964. Da allora Franco Menichelli, morto ieri al san Camillo di Roma, è stato per tutti l'imperatore di Tokyo, perché di sigilli ne vinse ben 3 in quell'edizione, con l'argento agli anelli e il bronzo alle parallele. Nell'era pre-Yuri Chechi e Igor Cassina, che ha preparato la ginnastica alla leggenda dei tanti signore degli anelli, ci sono stati i suoi giorni e la sua epoca. Aveva 84 anni, i migliori dei quali spesi volteggiando per portare sull'olimpo la ginnastica azzurra.

Epoca da pioniere, anni del boom: figlio di un pizzaiolo del quartiere Portuense, aveva due fratelli. Proprio Giampaolo sarebbe finito a giocare nella Roma, alla Juventus ed in Nazionale. Buon attaccante lo era anche Franco che, però, trovò la sua Itaca nella società Ginnastica Romana e il suo Ulisse, in coach Gianluigi, allenatore vecchie maniere. Fu lui a forgiare, insieme al rigore dello svizzero Jack Gunthard, campione ad Helsinki, quella generazione magica da Giovanni e Pasquale Carminucci, Angelo Vicardi fino il capitano Orlando Polmonari, insieme a Gianfranco Marzolla. Ai Giochi di Roma, nel 1960, ribattezzati gli eroi di Caracalla, vinsero la medaglia di bronzo a squadre, primo podio collettivo del dopoguerra.

Alla famiglia di Menichelli, inserito fra i grandi delle Gym Legend - il club delle stelle inaugurato di recente dalla Federginnastica -, va il pensiero. Con cinque medaglie, come Giorgio Zampori, oltre a 13 sigilli mondiali e 14 europei, dal 2003 la sua stella brilla nella International Gymnastics Hall of Fame: poco più di 10 anni fa ricevette dal Coni anche il Collare d'Oro al merito sportivo.

Introdusse tante novità, fu il primo ad indossare i pantaloncini al posto dei leggins lunghi. «Riguardo spesso il suo esercizio dell'oro in Giappone ha ricordato ieri Yuri Chechi . Fu innovatore elegante ed ha fatto la storia della ginnastica italiana, e non solo».

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