Trentaquattro anni, argentino, da molti è considerato il "Maradona del Polo". Alfredo Bigatti, uno dei giocatori più forti del mondo in questa disciplina, è anche un insospettabile interista. Il fuoriclasse 34enne sta giocando per la prima volta in Italia, a Courmayeur, nuova tappa in un curriculum internazionale impressionante. «È un posto fantastico, e giocare sulla neve è esaltante», dice. Ma da buon sudamericano, Alfredo è anche un grande tifoso di calcio e in modo particolare del River Plate, che segue ovunque si trovi. In Italia c’è poi una squadra che lo appassiona in modo particolare: «Sicuramente l’Inter, una squadra che lotta, molto italiana e molto bella da vedere. E poi c'è Lautaro, un giocatore che adoro: argentino come me - l’Inter ne ha avuti tanti e forse anche per questo mi piace più delle altre - e amo il modo in cui gioca. Ma in Italia apprezzo tanto anche un altro grande argentino campione del mondo e uno dei simboli dell'Albiceleste, il romanista Paulo Dybala».
E a proposito di Albiceleste, nel 2026 l'Argentina è chiamata a difendere il titolo mondiale nella rassegna iridata di Usa, Messico e Canada: «Mi piacerebbe molto andare a tifare di persona. Vediamo come sarò messo, le settimane del Mondiale coincidono con diversi tornei chiave per il Polo come la Queen’s Cup in Inghilterra. È una stagione molto importante e sono molto impegnato, sarà dura ma ci proverò. In ogni caso non mancherò di tifare, ovunque sarò». Sul suo soprannome Bigatti spiega che «è un paragone che mi piace moltissimo, perché Diego è un idolo per tutti gli argentini, ma non è possibile essere grandi quanto lui - sorride -.
Credo piuttosto di essere un giocatore che guarda sempre avanti, che si gode lo sport che pratica e che quando gioca lo fa anche per divertirsi. Poi è chiaro che l’obiettivo è sempre vincere, dare il meglio. Ma sono ben lontano rispetto a quello che Maradona è stato per noi».