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Olimpiadi, impresa azzurra nello skicross: Deromedis e Tomason oro e argento

La finale dello skicross consegna all’Italia una doppietta leggendaria con i due atleti azzurri che conquistano la prima e seconda posizione, battendo lo svizzero Piva al fotofinish. Prime medaglie nella storia di questo sport

Olimpiadi, impresa azzurra nello skicross: Deromedis e Tomason oro e argento

La forte nevicata che scende su Livigno porta benissimo allo skicross azzurro che, per la prima volta nella storia delle Olimpiadi, consegna due medaglie pregiate all’Italia. A trionfare nella finalissima è Simone Deromedis, campione mondiale 2023, che a Pechino era arrivato quinto. Ma la vera sorpresa è l’argento di Federico Tomasoni, ventottenne che partecipava per la prima volta ai giochi olimpici. Deromedis si era aggiudicato l’ultima gara di Coppa del Mondo ed era tra i favoriti ma, onestamente, nessuno si sarebbe mai aspettato che i primi due gradini del podio fossero occupati da atleti azzurri. Una gioia immensa per i due atleti, specialmente per Tomasoni, fidanzato dell’indimenticata Matilde Lorenzi, morta durante un allenamento nel 2024: il sole sul suo casco è in memoria della sfortunata sciatrice torinese. La spedizione tricolore a Milano-Cortina porta il totale di medaglie d’oro a dieci con ancora tante possibilità da qui alla cerimonia di chiusura di domenica.

Un cammino trionfale

Le prove cronometrate della mattina, prima che iniziasse a nevicare sul serio, avevano fornito riscontri contrastanti ai quattro atleti italiani in gara: dei 31 partenti, l’altoatesino Zuech era stato il più veloce con il settimo tempo, davanti a Deromedis ottavo mentre Tomasoni non aveva brillato particolarmente, chiudendo solo diciassettesimo. Gli Azzurri finiscono tutti nella parte alta del tabellone e non è affatto una buona notizia, visto che tre di loro saranno nella stessa batteria mentre Tomasoni dovrà vedersela con due mostri sacri come Howden e Baur. Il primo ottavo vede subito Tomasoni rimanere in scia del forte canadese ed eliminare lo svizzero mentre Deromedis saluta la compagnia nel secondo ottavo con Zuech che passa di forza Kappacher. Con la nevicata che diventa sempre più fitta, qualche ritardo negli ottavi e diverse uscite importanti: a sorprendere è il giapponese Furuno, che vince la sua batteria nonostante non fosse certo tra i favoriti. Il primo quarto di finale vede tre azzurri contro il favorito Howden e l’esito è quello che tutti i tifosi speravano: Deromedis se ne va subito, Tomasoni brucia nel finale il canadese ed accede alla semifinale. I due sciatori azzurri non possono rilassarsi, visto che in semifinale dovranno vedersela con il tedesco Wilmsmann ed il francese Tchiknavorian, due dei favoriti per la vittoria finale.

La discesa sotto la nevicata sempre più forte è un assolo dei nostri, che se ne vanno subito e battagliano tra di loro per la prima posizione. Per fortuna i rivali erano già staccatissimi, consentendo ai due italiani di arrivare entrambi nella finale per le medaglie. Battaglia ancora più serrata nella seconda semifinale: l’esperto svizzero Fiva saluta subito la compagnia mentre Hronek e Regez si ostacolano in maniera scorretta, spalancando le porte del secondo posto al giapponese Furuno. Il francese viene squalificato ma questo non basta al tedesco per avanzare nella competizione. Lo sciatore elvetico ha la reputazione di essere molto fisico e non disdegnare il corpo a corpo mentre il nipponico sta letteralmente volando qui a Livigno ma una medaglia è comunque sicura per gli Azzurri. Sostenuti dal tifo scatenato del pubblico dell’Alta Valtellina, gli Azzurri compiono un vero e proprio capolavoro in finale.

Simone Deromedis è chiaramente il più veloce, parte forte e resiste ai tentativi di rimonta di Fiva mentre Tomasoni si incolla agli sci dello svizzero per poi beffarlo di un niente al fotofinish. A Livigno è festa grande, oro e argento per l’Italia: potrebbe bastare per difendere il terzo posto nel medagliere dalla rimonta dell’Olanda.

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