La sveglia è suonata alle 4.45. Inizia la routine mattutina di una vera dakariana che dorme in tenda. Non c'è bisogno di ginnastica perché l'attivazione muscolare è immediata. Con sei gradi fuori, già spogliarsi e rivestirsi richiede coraggio. Poi via: si parte con il rimettere a posto il sacco a pelo e il cuscino, sgonfiare il materassino ed infine ripiegare la tenda, che richiede una certa arte. Il tutto in corsa contro il cronometro e illuminato solo dalla lampada frontale perché e' ancora buio.
Un salto ai bagni chimici, cappuccino versione araba e due biscotti. È la tappa Marathon. Come i piloti portiamo con noi solo l'essenziale per dormire sotto le stelle al bivacco rifugio. Conservo le uova sode della colazione per la cena di stasera. Non sono l'unica.
Anche i motociclisti fanno la stessa cosa: nella tasca della giacca stipano cibo e vestiti pesanti. Il californiano Brabec (Honda Monster Energy, nella foto) si è portato gli snack dall'America. Un piccolo lusso dal sapore di casa. «Mangiare bene e dormire sono fondamentali per affrontare le lunghe ore in moto». Si sta giocando la vittoria con l'australiano Sanders (KTM).
Mille chilometri da percorrersi in due giorni non sono uno scherzo. Si parte con un settore di dune e si finisce con la sabbia.
Nel mezzo piste veloci dove tutti vogliono attaccare. Sono giornate decisive per la corsa.