Amsa non ha dubbi: il diesel non conviene la sfida all’ultimo sacco premia il metano

ECOLOGICO Le emissioni di particolato sono inferiori del 75%, quelle di ossidi di azoto sfiorano il meno 87%

Amsa non ha dubbi: il diesel non conviene la sfida all’ultimo sacco premia il metano

Metano batte diesel: a 8 chilometri all’ora, su un percorso che prevede molti stop ed altrettante ripartenze, nelle notti della «Milano da ripulire», è il gas a base di idrocarburi ad avere la meglio sul gasolio. Più silenzioso, più «performante» più economico e anche più pulito, è il metano il perfetto carburante per i mezzi pesanti che Amsa spedisce a ripulire la città, migliore perfino della futuristica alimentazione elettrica. Lo prova una ricerca che l’azienda ha affidato a Jcr, joint research centre, con sede ad Ispra: il centro, braccio tecnico e scientifico dell’Unione europea, dopo i «cugini» di Belgio e Lussemburgo, è il più accreditato a far di conto e a districarsi fra formule, teoremi e logaritmi. Ed Amsa ha deciso di fare un investimento per certificare la sua scelta in favore del metano: «Nel 2008 - ha spiegato Sergio Galimberti, presidente di Amsa - abbiamo stipulato un accordo triennale con Jrc per uno studio congiunto sulle emissioni di veicoli pesanti utilizzati in ambito urbano: già da alcuni anni infatti - ha proseguito Galimberti - l’attenzione per l’ambiente, che condividiamo col Comune, ci ha portato a scegliere un carburante meno inquinante per i mezzi aziendali». Oggi su 1312 veicoli, circa 292 sono a metano: si tratta dei grandi «autocompattatori» che girano la notte in città e che ad Ispra hanno stracciato la concorrenza dei mezzi diesel. Due i tipi di prova in cui il metano è risultato il primo della classe: sia in laboratorio sia su strada i dati non sono cambiati la sfida all’ultimo sacco ha premiato il gas.
Le emissioni di particolato sono risultate inferiori del 75%, mentre quelle di ossidi di azoto sono inferiori del 86%. Finisce invece pari il derby sulle emissioni di anidride carbonica. Unico neo, poi, sono le emissioni di idrocarburi che sono maggiori nei mezzi a metano rispetto ai diesel: «C’è però da tener presente - ha spiegato Giorgio Martini, responsabile del laboratorio - che le emissioni di idrocarburi in un mezzo a metano sono, per lo più, costituite da metano stesso e gran parte delle emissioni sono costituite da vapore d’acqua». Fuori dal laboratorio, poi i dati delle rilevazioni sono stati sorprendenti: in pista, grazie alla collaborazione con il centro di sicurezza stradale di Vairano, è stato ricostruito il percorso tipo di un autocompattatore. Velocità a passo d’uomo, mille fermate: a questa andatura un’alimentazione a metano risulta più silenzioso e scattante. Per questo Amsa ha in previsione di potenziare il punto di rifornimento di Zama, dove già oggi in 20 minuti i camion possono fare il pieno e ripartire e allo studio c’è l’apertura di un secondo punto di rifornimento vicino al termovalorizzatore Silla 2. Ma l’obiettivo più grande è quello di sostituire l’intera flotta con veicoli a metano: ogni mezzo ha oggi una vita media di 7 anni, quindi l’operazione sarà graduale, ma inesorabile.

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