Appalti truccati nelle carceri: ingegnere del Provveditorato nei guai

Coinvolti anche un collega e un imprenditore per lavori a San Vittore, Opera, Monza, Pavia e Como

Immagine d'archivio
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Le pm Giovanna Cavalleri e Giancarla Serafini della Procura di Milano coordinano il Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza in una indagine su una serie di lavori edilizi svolti in diverse carceri lombarde. Nel mirino dell'inchiesta ci sarebbe principalmente un ingegnere, funzionario dell'ufficio contabilità del Provveditorato regionale per la Lombardia -Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria con sede in via Azerio 6, nelle immediate vicinanze del carcere di San Vittore, che ricopriva i ruoli di progettista e direttore dei lavori. Secondo quanto emerso il funzionario - con la complicità di un suo ormai ex collega, anche lui ingegnere responsabile di alcuni lavori nel carcere di Como e di un imprenditore, rappresentante legale di una società appaltatrice, che risultano indagati a vario titolo insieme a lui - avrebbe manipolato le gare d'appalto, favorendo alcune imprese in cambio di regali.

Tutto sarebbe partito dalla realizzazione di due campi da calcio per i detenuti nel carcere di Pavia. In una segnalazione anonima inviata al Provveditorato regionale - una mail senza firma - si denunciano le "onerose richieste" da parte dell'ingegnere alla ditta appaltatrice e si sottolinea come nemmeno i pranzi e i regali offerti siano stati abbastanza a portare a termine dei semplici lavori.

Per gli inquirenti le operazioni truffaldine si sono svolte in modo sistematico, tra il 2021 e il 2024, ricorrendo a procedure semplificate, eludendo di fatto la concorrenza tra le aziende e affidando i lavori sempre alle stesse tre ditte aggiudicatarie. Gravi le ipotesi d'accusa: turbativa d'asta, corruzione, falso ideologico nella gestione delle pratiche.

I lavori al centro dell'inchiesta riguardano ben cinque istituti penitenziari lombardi San Vittore e Opera a Milano, oltre alle carceri di Brescia, Como e Pavia. Gli investigatori della Guardia di Finanza di Milano ieri all'alba hanno effettuato sei perquisizioni in varie città italiane, tra cui anche Messina e Novara, dove risiedono alcuni degli indagati.

Sempre ieri in mattinata sono stati inoltre passati a setaccio gli uffici tecnici del Provveditorato regionale per l'acquisizione di documentazione utile agli investigatori: è stato infatti grazie alla mail giunta agli uffici di via Azario 6, se al ministero della Giustizia sono poi state segnalati i

reati e che hanno poi dato il via alle indagini.

Si attendono adesso ulteriori sviluppi dell'inchiesta che potrebbero estendersi anche ad altri contratti o soggetti coinvolti nel sistema degli appalti carcerari in Lombardia.

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