Archeologia, nuove scoperte nella città romana di Grumentum

Numerosi vasi, brocche e anfore sono stati
portati alla luce dagli ultimi scavi svolti fra
le rovine dell'importante colonia lucana che
sarebbe stata rifondata per volontà di Giulio
Cesare nel 59 avanti Cristo. Fra i «pezzi» anche
una coppa decorata a bassorilievo

Ci sono coppe, vasi, brocche e anfore fra reperti che sono stati portati alla luce in provincia di Potenza durante l'ultima campagna di scavi condotta nella città romana di Grumentum. Fra i numerosi pezzi scoperti dall'équipe da Attilio Mastrocinque dell'Università di Verona anche una splendida coppa del vasaio aretino Tigrane, decorata a bassorilievo con satiri, menadi e tripodi. Quella attualmente in corso è la quinta campagna di scavi svolta negli ultimi anni a Grumentum, una delle più importanti città romane dell'antica Lucania, e ha coinvolto archeologi, storici, epigrafisti, architetti e geofisici. L'attività di ricerca, promossa dall'Università di Verona, è stata preceduta da una scuola estiva sulle metodologie scientifiche applicate alla ceramica romana che si è svolta a fine luglio nella vicina Grumento Nova, uno dei centri dell'alta Val d'Agri fondati intorno all'anno Mille dagli abitanti della città ormai semidistrutta dalle incursioni dei pirati saraceni.
Le indagini nel settore vicino al tempio del culto imperiale stanno portando in luce molti reperti del primo secolo dopo Cristo, fra i quali alcuni frammenti della decorazione fittile del tempio. Essa prevedeva, alla fine dei filari di coppi, antefisse decorate con una testa leonina al centro di una palmetta e un fregio fittile con intrecci vegetali lavorati a giorno e realizzati a matrice. L'ambiente adiacente al tempio ha conservato uno strato in cui sono rimasti «sigillati», forse a seguito di un terremoto, resti di una cerimonia, probabilmente di carattere religioso: molte coppe, vasi, brocche e anfore, oltre a resti di pasti a base di carne. E un grande ammasso di intonaci affrescati, di molti colori, che è ora in attesa del lungo e paziente lavoro di ricostruzione al quale nei prossimi medi si dedicheranno gli specialisti che studieranno gli altri reperti.
«Se si potrà - riferisce Mastrocinque, facendo il punto sulle ultime ricerche - si effettueranno anche analisi di laboratorio per individuare quali sostanze fossero contenute nei vasi con coperchio trovati nello strato. Quest'anno non è stata possibile la ripresa dello scavo del tempio rotondo situato nei pressi del Capitolio, appena fuori della piazza del foro. Di questo tempio sono emersi anche la cornice marmorea e l'altare, già privato dei suoi marmi nell'antichità. Ci sono probabilità - aggiunge il docente - che esso fosse il "mundus" della città, cioè il tempio di una divinità del mondo sotterraneo e della fecondità».
Il settore di scavo fra le terme repubblicane e il foro, invece, ha permesso di far emergere strutture murarie e anche qualche tubatura in terracotta. In questa zona è iniziato uno scavo in estensione il quale, nelle prossime campagne, dovrebbe permettere di scoprire quanto resta di un quartiere centrale della città, dalle sue fasi tardo-repubblicane a quelle alto-medievali.
Lo studio incrociato dei dati archeologici, storiografici ed epigrafici, poi, ha permesso di collocare nel tempo la fondazione della colonia romana all'epoca del primo triumvirato e di riferirla a una legge agraria di Giulio Cesare del 59, in base alla quale molti veterani di Pompeo e molti Romani poveri furono insediati nell'Italia meridionale. Intorno alla metà del primo secolo avanti Cristo, dunque, Grumentum, già fiorente all'epoca delle guerre puniche, era in fase di profonda ristrutturazione se non di ricostruzione. E gli studi più recenti dimostrano che la fine della Repubblica arrestò quei progetti urbanistici che furono ripresi in epoca augustea, all'inizio dell'Impero.
Il direttore del Museo archeologico nazionale dell'Alta Val d'Agri, Antonio Capano, e Alfredo Buonopane dell'Università di Verona, stanno preparando la pubblicazione generale delle iscrizioni di Grumentum che grazie agli scavi aumentano anno dopo anno.
E nell'area archeologica di Grumentum si terranno le esercitazioni pratiche della scuola estiva sulle metodologie e le tecnologie per i sistemi informativi dedicati ai beni culturali organizzata dall'Università Iuav di Venezia. Il corso si svolgerà dal 23 settembre al 30 settembre 2009 nella vicina Viggiano, altro paese fondato nel Medioevo dai grumentini scampati ai saraceni.

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