Gli arresti della «Sanitopoli»

La tempesta che si è abbattuta sul presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco è stata subito ribattezzata «Sanitopoli». Scaricato in men che non si dica dal Pd, il governatore s’è fatto 28 giorni nel carcere di Sulmona per presunte tangenti milionarie legate al ripiano dei debiti della sanità locale. Il grande accusatore, l’imprenditore Vincenzo Angelini, ha tirato in mezzo l’ex ministro: continuavo a pagare, gli davo i soldi e lui mi faceva uscire di casa con quattro mele, ha denunciato. Soldi a palate: per il pentito quasi sei milioni di euro per far approvare dalla giunta alcuni provvedimenti in suo favore. Un po’ più a nord, in Umbria, altra grana per la sinistra. A Perugia, con una mega inchiesta, i magistrati hanno preso di mira le gare d’appalto per l’esecuzione di lavori pubblici: otto persone in carcere, oltre trenta le ordinanze di custodia cautelare.

E in manette è finito il presidente dell’Ance (Associazione provinciale dei costruttori edili) Carlo Carini, soprannominato «il re dell’asfalto». Pioggia di avvisi di garanzia per molti funzionari della Provincia e per un assessore. Ma i Pm hanno spulciato pure gli uffici del Comune, retto da Renato Locchi (Pd).

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