Leggi il settimanale

Gli "emigranti" della salute

A Palazzo Isimbardi di Milano un incontro e una mostra promossi dall'associazione A Casa Lontani Da Casa, la rete nazionale di alloggi e servizi solidali a favore delle famiglie che devono spostarsi per cure sanitarie

Timeo Danaos (Credit foto di Valerio Donghi)
Timeo Danaos (Credit foto di Valerio Donghi)
00:00 00:00

La Lombardia è tra le principali destinazioni della mobilità sanitaria italiana e ogni anno migliaia di famiglie attraversano il Paese per raggiungere gli ospedali di eccellenza del Nord, inseguendo diagnosi e terapie che non trovano nella propria regione. Ma insieme ai viaggi si muovono anche disuguaglianze, costi nascosti e fragilità sociali. A questo tema è dedicato il convegno “Accogliere insieme. L’alleanza tra Regione Lombardia, Città Metropolitana di Milano, Comune di Milano e A Casa Lontani Da Casa per rispondere ai bisogni della mobilità sanitaria”, promosso da “A Casa Lontani Da Casa” e che sarà ospitato il 26 febbraio a Palazzo Isimbardi. a seguire una mostra solidale dell'artista Stefano Prina a sostegno delle attività di accoglienza di "A casa lontani da casa".

L'evento metterà a confronto Regione Lombardia, Città Metropolitana di Milano e Comune di Milano su numeri, dinamiche e risposte concrete a un fenomeno che non è solo sanitario, ma profondamente sociale. Secondo il Rapporto 2024 di Agenas, nel 2023 la mobilità ospedaliera ha raggiunto l’8,69% dei ricoveri e quella ambulatoriale il 2,42%. In termini assoluti, circa 700 mila pazienti ogni anno si curano fuori regione, accompagnati da 600 mila familiari (Ricerca 2023 “Curarsi Lontano” – Doxapharma per ACLDC). Oltre il 60% delle richieste di supporto registrate dall’Osservatorio di “A Casa Lontani Da Casa” proviene dal Sud Italia, mentre le regioni con saldo attivo sono concentrate al Nord: Emilia-Romagna, Veneto e soprattutto Lombardia. Le ragioni degli spostamenti sono chiare: migliore offerta sanitaria (51%), medici più qualificati (39%), mancanza di cure adeguate nella propria regione (32%). Dietro questi numeri emerge una frattura territoriale che continua a segnare il Servizio sanitario nazionale. La Lombardia accoglie circa 200 mila pazienti l’anno da altre regioni.

Poli come l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, l’Istituto neurologico Carlo Besta, lo IEO, l’Ospedale Niguarda e l’Ospedale San Raffaele rappresentano centri di eccellenza riconosciuti. Ma l’attrattività sanitaria genera anche una pressione crescente sull’accoglienza: trovare un alloggio sostenibile per settimane o mesi, orientarsi in città, coprire i costi quotidiani diventa spesso un’impresa. Il 60% dei pazienti intervistati da EMG Different segnala costi elevati per spostamenti e alloggi; il 58% avrebbe avuto bisogno di tariffe più accessibili. Secondo il 1° Rapporto FAVO 2025 sui malati oncologici pediatrici, i costi indiretti di un anno di cure possono arrivare a 34.972 euro tra trasporti, vitto, alloggio, farmaci non rimborsati e giornate lavorative perse. Il rischio è lo scivolamento verso la povertà. In questo contesto si inserisce la rete di A Casa Lontani Da Casa, che oggi conta 117 case solidali, 1.709 posti letto e 60 associazioni.

Non solo accoglienza abitativa, ma servizi integrati: le Stanze Blu per famiglie con bambini in cura (9 attive tra Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna), il progetto Notti Sospese per offrire pernottamenti gratuiti, “Aiutami e Aiutami Speciale Donna” con contributi economici, “Portami” per garantire spostamenti sicuri in città. I numeri del 2025 (gennaio–ottobre) raccontano un bisogno crescente: 5.700 notti gratuite, 410 voucher per spese quotidiane, 320 per trasporti, 1.450 telefonate al Numero Verde, 2.054 richieste all’Infopoint.

Il convegno milanese diventa così l’occasione per affermare un principio: il diritto alla cura non può fermarsi alla porta dell’ospedale. Senza una rete di accoglienza e coesione sociale, la mobilità sanitaria rischia di trasformarsi da opportunità di cura in ulteriore fattore di disuguaglianza.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica