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C'è una tradizione antica per guidare i Magi verso la porta delle nostre case. Diamole un senso nuovo

"Quindi? Che strada hanno preso i Magi?". La scoperta è stata incredibile. La stella fa fare loro una deviazione apparentemente assurda, facendoli passare da casa nostra

 C'è una tradizione antica per guidare i Magi verso la porta delle nostre case. Diamole un senso nuovo
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Epifania tutte le feste porta via. E ci siamo un'altra volta. La solita normalità, che già si è fatta sentire abbondantemente, ora la fa da padrona. Gli addobbi, gli alberi, i presepi finiscono inscatolati in cantina, insieme ai sentimenti dolciastri, alle parole belle e al sentirci più buoni.

Ricomincia la battaglia. Siamo stati davanti alla grotta di Betlemme (in qualcuno dei milioni di modi in cui è stata rappresentata), siamo stati magari a Messa, siamo stati anche in confessionale (qualcuno può dire) e adesso dove andiamo? Uscendo dalla porta della stalla di Gesù, uscendo dalle porte della chiesa, uscendo dalle nostre case in festa dove si va? Davanti a noi si prospettano incroci di impegni, tensioni, stress, impazienze, irosità, nevrosi, incomprensioni. Nell'ultima pagina dei Vangeli dell'infanzia di Cristo si parla dei Magi, uomini in ricerca, abitanti di terre lontane.

Anche io mi sento residente del lontano ed è un'esperienza che ritrovo ascoltando tante persone in confessionale: siamo lontani dai traguardi che ci siamo prefissati, siamo lontani dal realizzare le aspettative, siamo lontani gli uni dagli altri per incomprensioni, siamo lontani dalla serenità perché intrappolati nel traffico caotico di mille incombenze. Il racconto dei Magi si conclude con un dettaglio interessante che spesso sfugge: «Per un'altra strada fecero ritorno». La stella cometa, come un navigatore di ultima generazione, indica come tragitto migliore un percorso alternativo. Devono aprirsi una possibilità nuova, devono decidersi a sfidare lo scontato sicuro del «si è sempre fatto in questo modo,

è così non ci posso far nulla», devono lasciarsi interpellare da un oltre che stride con le gabbie blindate delle proprie idee assodate e incrostate, mediocremente apparentemente più sicure. Per capire questo mi sono chiesto: «Quindi? Che strada hanno preso i Magi?». La scoperta è stata incredibile. La stella fa fare loro una deviazione apparentemente assurda, facendoli passare da casa nostra. Questa intuizione l'ho avuta pensando a una tradizione antica con cui si volevano aiutare i Re Magi a trovare la nostra porta. Si usava una formula santa (non una formula magica) cioè un'invocazione di benedizione che appariva però come una specie di codice da scrivere sulle soglie delle case o sulle porte. Oggi sarebbe così: 20+C+M+B+26. È un'usanza ancora presente in alcune zone dell'Austria, della Germania, del Trentino e del Friuli.

Conteneva in sé tanti significati. C.M.B. è acronimo di CASPAR, MELCHIOR, BALTHASAR, la versione latina dei nomi dei Re Magi. C.M.B. è anche CHRISTUS MANSIONEM BENEDICAT che significa «Cristo benedica questa casa». Le lettere C.M.B. sono poi unite da una croce ripetuta per indicare il desiderio che la grazia di Dio si ripeta, non finisca, sia abbondante. C.M.B. sono racchiuse nella cifra dell'anno corrente, il 2026 (si inizia scrivendo 20 e si finisce con il 26). Si chiede cioè una benedizione che accompagni ogni giorno, nei momenti di gioia e in quelli più difficili. Scrivendo all'ingresso 20+C+M+B+26 si identificavano le abitazioni dei cristiani, per indicare che lì Gesù ha trovato dove nascere.

Infine si usava il gesso. Anche questo era simbolico. Lo sbiadirsi della scritta, man mano, poco per volta, evoca il bisogno che il Bene passi dall'esterno all'interno, che le parole si trasformino in scelte, che non sia solo apparenza ma sia stile di vita.

Oggi voglio attribuire a C+M+B un ulteriore significato che riguarda noi e il nuovo anno 2026, come augurio - che vale per credenti ma anche per laici - affinché possiamo trovare un'altra strada, cioè un altro modo per abitare il quotidiano. C di Caspar come centellinare (o G di Gaspare come gustare). M di Melchiorre come mantenere. B di Balthasar/Baldassarre come bandire. Promettiamoci di Centellinare/gustare gli eventi dandoci tempo per riflettere. Promettiamoci di Mantenere un livello alto di qualità nel lavoro, nelle relazioni, nella cura di noi stessi. Promettiamoci di Bandire il male e quanto inquina la vita, in modo particolare pessimismo, invidie, gelosie, possessività, irosità.

Ci troveremo compagni di Caspar, Melchior, Balthasar, cercatori del benessere nascosto nell'essere-bene, scopritori che la sorgente del bene-dire si cela nel dire-bene di noi verso gli altri e degli altri nei nostri confronti. Questo è possibile se si sceglie la

strada del miglior bene possibile, invece che quella del minor male. Insomma, 20+C+M+B+26 si scrive fuori, per viverlo dentro le mura e dentro se stessi.

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