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Crolla la prima “prova” su Sempio, c’è voglia di lockdown e Giuli: quindi, oggi…

Crolla la prima “prova” su Sempio, c’è voglia di lockdown e Giuli: quindi, oggi…

  • Manco il tempo di ottenere il rinvio a giudizio e, a quanto pare, già la prima “prova” presentata dagli inquirenti e dai procuratori crolla sotto i colpi delle banali analisi della difesa. Roba grossa. Avete presente il foglietto scritto da Sempio e buttato nel cassonetto? Erano parole a caso (cane, cucina, assassino) che per i pm “si ricollegano a quanto avvenuto il giorno dell’omicidio di Chiara Poggi”. Peccato che Gianluigi Nuzzi abbia scoperto che in realtà si trattava con ogni probabilità di un appunto che Andrea si era fatto per rispondere, via audio, a una domanda che il giornalista gli aveva fatto. Gli serviva un audio da mandare durante uno spettacolo teatrale e Sempio lo aveva realizzato, appuntandosi l’elenco delle cose da dire. Ora. Ha ragione Nuzzi? Vedremo. Ha ragione la procura? Dubito. Ma in ogni caso quel foglietto con parole scritte a caso, per quanto suggestive, non prova nulla. Nulla. E nemmeno il fatto che lo abbia buttato altrove.

  • Questo solo per ricordarvi che prima di prendere per oro colato le deduzioni di pm e carabinieri, bisogna attendere il processo e le contro-analisi della difesa. Dopo aver letto l’intera informativa di chi ha indagato in tutto questo anno, devo dirvi che a me il quadro probatorio pare un tantino debole.

  • E non parlo del processo Stasi per un motivo semplice: chi crede che per liberare Alberto occorra per forza condannare Andrea, sbaglia di grosso. Non si scambia Gesù con Barabba.

  • Secondo Pascale l’amore vissuto con Paola Turci fu “tossico”. Pensavo che la parola fosse riservata agli amori delle donne nei confronti dei maschietti. Mi sbagliavo.

  • Quindi adesso sarà possibile avere un bambino “da tre genitori”. Capisco la giustizia innovativa, ma qui mi pare che superiamo la fantascienza.

  • Dice Francesca Albanese: "Io ho un problema con le istituzioni in questo Paese che confondono le due cose, che confondono la critica dello Stato di Israele con l'antisemitismo. Facendo così mettono in pericolo tutte e tutti gli ebrei in Italia e altrove”. Quindi fatemi capire: a mettere in pericolo gli ebrei sarebbero gli anti-ProPal e non chi li accusa di essere il male del mondo? Mmmm…

  • Che Putin chieda Schroeder come negoziatore ha una sua logica. Che l’Ue si opponga pure. Ma non perché è antipatico, solo perché spetta all’Europa - e non a Mosca - scegliere da chi farsi rappresentare. Poi va anche detto che, in realtà, lo Zar ha solo detto: preferirei lui, altrimenti scelgano loro. Quindi insomma: non ne farei un caso.

  • Harry Potter e la Pietra Filosofale di J. K. Rowling, letto da Francesco Pannofino, è l’audiolibro più ascoltato di sempre dagli italiani. Non ne avevo dubbi.

  • Carlo Bartoli, presidente dell'Ordine dei giornalisti, lamenta il “processo mediatico” sul caso Garlasco. E lo fa attaccando gli autori dei programmi tv che, a suo dire, non essendo giornalisti, metterebbero su un tribunale del popolo. Toc toc, Bartoli: ma li leggi i giornali? Che siano autori o iscritti all’Ordine, tutti - dalle tv ai giornali - hanno mostrificato Sempio proprio come mostrificarono Stasi. E per fermare la deriva non bisogna prendersela con i “non giornalisti”, ma con gli amichetti buoni e bravi che sbagliano anche se hanno il tesserino in tasca. “Noi giornalisti siamo una delle molte pedine e a mio avviso forse neanche la più importante”. Ma sei serio? Eddai. E chi li scrive i giornali? Topo Gigio? Chi fa uscire sulla prima pagina un biglietto di Sempio senza manco chiedere agli avvocati di lui se esiste una spiegazione alternativa alla tesi della procura? Babbo Natale?

  • Ecco poi, secondo l’Ordine dei giornalisti, sempre per bocca di Bartoli, sarebbe colpa della politica “perché hanno fatto una legge, quella sulla presunzione d'innocenza, che serve solo a mettere la museruola a chi parla dei politici, dei presidenti di Regione, degli assessori, e non serve a frenare questo scempio”. Capite il paradosso? Bartoli invoca garantismo su Garlasco, ma non se i processi parlano dei politici. Noi, che la presunzione di innocenza la applichiamo per tutti, caro Odg, crediamo fermamente che fino a prova contraria Sempio sia innocente. Proprio come lo era Giovanni Toti. O gli indagati dell’inchiesta sull’urbanistica a Milano. O Attilio Fontana. E tanti altri.

  • Giorgia Meloni convoca Alessandro Giuli e gli rinnova la fiducia. Ma forse anche, in privato, si spera, gli avrà detto che il governo non può finire tutti i giorni sui giornali a causa del ministero della Cultura. Per carità: industria importante, per l’Italia. Ma non stiamo mica parlando del ministro delle Finanze.

  • Se ne è parlato forse non abbastanza. Ma l’uscita di Giuli su Matteo Salvini (“assenteista al ministero”) meritava maggiori commenti, anche a seguito della diffusione della lite che sarebbe avvenuta nella chat del Consiglio dei ministri. Perché se il leader della Lega può permettersi, ogni tanto, di far sentire la propria voce e le proprie tesi (anche difformi dalla linea dettata da Meloni), avendo conquistato milioni di voti alle elezioni, Giuli è stato messo lì a causa della defezione di Gennaro Sangiuliano. Insomma: non è un politico e non ha ottenuto quella poltrona per meriti elettorali. Servirebbe maggior tatto, e forse un po’ più di rispetto, verso il leader di uno dei partiti che compongono la maggioranza.

  • Giuli potrebbe prendere esempio da Matteo Piantedosi, che certe libertà (la polemica con Salvini, il caso Buttafuoco, quello Venezi e il film su Regeni) non se le è prese.

  • I giornali cavalcano l’Hantavirus. Mi sbaglierò, ma mi pare che qui ci sia quasi voglia di un nuovo lockdown.

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