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"Devi a tutti delle spiegazioni". Lucarelli incalza, la Ferragni tace

Nonostante la Lucarelli abbia sollevato il caso e sui social stia infuriando la polemica, l'influencer non ha ancora dato spiegazioni su come funziona davvero l'operazione benefica legata a Balocco

"Devi a tutti delle spiegazioni". Lucarelli incalza, la Ferragni tace

Sul caso PinkChristmas ancora nessuna risposta. Selvaggia Lucarelli ha sollevato dubbi sulla trasparenza dell'operazione benefica, che vede collaborare l'azienda dolciaria Balocco e l'influencer Chiara Ferragni. Ma nessuno dei diretti interessati ha ancora chiarito la situazione. La giornalista e in particolar modo gli acquirenti chiedono spiegazioni sull'ammontare della donazione verso l'ospedale pediatrico Regina Margherita di Torino (destinatario dell'iniziativa): se questa è già stata fatta, oppure verrà elargita al termine delle vendite natalizie proporzionalmente agli incassi sul pandoro.

Sui canali social Balocco e Chiara Ferragni sono stati travolti da critiche e commenti di richieste di spiegazioni. E anche Selvaggia Lucarelli è tornata sulla vicenda, chiedendo che vengano fornite risposte chiare. "Se per un mese sponsorizzi una campagna benefica (parlo sia con Ferragni che con Balocco) e ti fai bello sui giornali e sui social, poi quando ti vengono chieste spiegazioni dalla stampa e da chi ha comprato i pandori sulle modalità della beneficenza, le spiegazioni le devi", ha scritto Selvaggia Lucarelli nelle storie della sua pagina Instagram, rivolgendosi all'influencer e all'azienda dolciaria. Soprattutto perché il costo del pandoro PinkChristmas, edizione limitata della Balocco brandizzata da Chiara Ferragni, supera di gran lunga quello di un classico pandoro industriale venduto nei supermercati (9,90 - 12 euro a confezione per quello di Chiara Ferragni).

La replica dell'ospedale

Alla fine una parziale spiegazione è arrivata dall'ospedale. "L'impegno di Balocco è già stato onorato e l'azienda dolciaria ha fatto una donazione all'ospedale torinese", riferisce Repubblica da Torino, mentre la dottoressa che si occupa dell'iniziativa, Franca Fagioli, ha spiegato: "Quando il progetto sarà terminato e ci sarà l'inaugurazione, allora daremo conto in totale trasparenza dell'ammontare della donazione effettuata da Balocco, esattamente come abbiamo sempre fatto in qualunque altro caso in cui c'è stato l'intervento di privati. Ma fino a quel momento non parlo di cifre né di modalità di donazione".

La questione, però, non si risolve così facilmente. Rimane il fatto che gli acquirenti si sono sentiti ingannati dalla comunicazione, credendo di contribuire con una propria quota acquistando il pandoro della Ferragni neppure troppo economico. Se avessero saputo che Balocco aveva già fatto una donazione "una tantum" indipendentemente dalle vendite, c'è da chiedersi se queste ultime sarebbero state così elevate. "Non potevano fare una donazione loro senza fare credere a noi di avere contribuito a fare beneficenza acquistando il pandoro? Che delusione", ha commentato un utente sui social, sintetizzando l'opinione della maggior parte delle persone che si sono lasciate affascinare dal risvolto benefico di un'operazione prettamente commerciale.

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