La Rosa Camuna a Gian Marco Moratti per mantenere vive le sue battaglie contro l'emarginazione dei giovani e le dipendenze. La proposta per la massima onorificenza di Regione Lombardia arriva da Forza Italia che con il capogruppo Fabrizio Figini ha visitato la Comunità di San Patrignano. Dove, dal 1979, Moratti scelse di dedicare una parte così importante della vita a quei ragazzi a cui nessuno voleva più guardare. Moratti che appoggiò fin dall'inizio la comunità e il suo fondatore Vincenzo Muccioli, amava sedersi a tavola con loro e ascoltare le storie, nella convinzione che tutti devono avere una possibilità per rinascere. «Con la sua famiglia - spiega Figini -, ha condiviso con umiltà gli anni di crescita della comunità, vissuti tra roulotte, fango e freddo. Non offrendo un sostegno sporadico, ma una presenza costante e fedele. Più che un filantropo, Moratti è stato il primo dei volontari». Anche grazie alla sua visione, San Patrignano è diventata una delle comunità di recupero più grandi al mondo, con una connessione stretta anche alla con la Lombardia: «Dalla sua fondazione - ricorda Figini - la struttura ha accolto 2mila giovani lombardi: un legame fortissimo, testimoniato dalla presenza attuale in Lombardia di ben sei centri di volontariato attivi nell'ascolto e nel sostegno dei ragazzi e delle loro famiglie».
Per Fi la Rosa Camuna al marito di Letizia scomparso nel 2018, è l'occasione per rilanciare il tema della lotta alla droga, ma anche a le dipendenze «che in un periodo come questo cambiano ed evolvono, ma restano tremendamente presenti tra i più giovani». Anche per questo premiare Moratti «è un forte segnale: un uomo di straordinaria generosità e profonda sensibilità, il cui esempio vive nelle storie di rinascita che ha reso possibili».