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Un milione di cataratte

Sono gli italiani che entro il 2030 dovranno operarsi al cristallino opacizzato Il 96% degli over 75 ne soffre, ma è sempre più diffusa fra i meno anziani

Un milione di cataratte

Tutti pensano che sia un problema legato esclusivamente all'invecchiamento, quando, avanti con gli anni, compare un progressivo annebbiamento della vista, le immagini appaiono non più nitide, con i contorni un po' sfumati e non si riesce più a leggere chiaro e bene. In realtà non è soltanto un sintomo della senilità, poiché sempre più frequentemente questa patologia insorge tra i 55 e i 65 anni, anche se in Italia ne soffre il 96% degli individui di età superiore ai 75 anni.

È la cataratta, una degenerazione oculare che provoca l'opacizzazione del cristallino, la lente indispensabile per mettere a fuoco le immagini, che si trova dietro l'iride, la parte colorata dell'occhio. È dovuta alla progressiva ossidazione delle proteine contenute normalmente nel cristallino, le quali si aggregano tra loro formando una specie di ragnatela che rende la visione non più trasparente, ma filtrata come attraverso un velo o una nebbia.

Il primo sintomo provocato dalla cataratta è solo visivo, è sempre indolore e spesso modesto, legato a fenomeni di diffusione e diffrazione della luce, che entra nell'occhio ed attraversa il cristallino. Il quale, se offuscato, può bloccare o disperdere la luce, per cui il paziente con deficit visivo iniziale ha alla sensazione di avere le lenti degli occhiali sporche, per chi le porta, e cerca di pulirle per eliminare l'alone che compare durante la visione attribuendole ad esse, oppure cambia gli occhiali con frequenza, ottenendo però sempre lo stesso risultato di visione offuscata.

Altri sintomi iniziali della cataratta possono essere problemi a distinguere il blu scuro dal nero, necessità di più luce per decifrare il contrasto tra lettere chiare e scure durante la lettura, la visione sdoppiata o distorta in un solo occhio, la comparsa di aloni colorati attorno alle fonti luminose, come lo schermo televisivo o del computer, oppure la sensazione di abbagliamento in presenza di luci intense, specialmente durante la guida serale e notturna.

L'entità del calo visivo dipende naturalmente dal tipo e dalla sede dell'opacizzazione, la quale però, una volta innescata, non può più regredire, ma tende a progredire dalla parte centrale del cristallino fino alla periferia dello stesso, o viceversa, rendendo la visione sempre più invalidante. I soggetti che necessitano di occhiali dopo i 45 anni per l'insorgere della fisiologica presbiopia, quando sviluppano la cataratta hanno inizialmente la sensazione di riuscire di nuovo a leggere da vicino senza lenti, fenomeno noto come «seconda vista»: un effetto temporaneo che sparisce via via che il cristallino si opacizza.

Il primo fattore di rischio per sviluppare la cataratta è di fatto l'età anagrafica, ma molte sono le condizioni che anticipano anche di

10 o 15 anni questa malattia, come per esempio avviene nelle persone affette da diabete, in quelle che hanno dovuto fare lunghe terapie con farmaci a base di corticosteroidi per malattie oncologiche, allergiche, cardiologiche, renali, o nelle gravi disidratazioni, nella malnutrizione e nelle cure per l' anoressia, per cui questa patologia può insorgere a qualunque età, come compare anche nelle malattie concomitanti dell'occhio come le uveiti, il glaucoma, la miopia degenerativa, o per pregresse chirurgie intraoculari che potrebbero favorirne la comparsa in età considerate protette. Anche la cataratta giovanile può insorgere per origine congenita, o essere accelerata da terapie farmacologiche prolungate, da traumi oculari o malattie sistemiche, soprattutto endocrinologiche (ormonali).

La diagnosi viene facilmente certificata da una semplice visita oculistica, e non esistono colliri o farmaci che risolvano la cataratta, poiché l'unica terapia efficace e definitiva per risolvere il problema visivo è l'intervento chirurgico, che può essere eseguito a qualunque età, anche molto avanzata, e che consiste nell'asportare il cristallino opaco, per sostituirlo con una lente biologica ed artificiale. La quale restituisce immediatamente la visione nitida e trasparente, uguale o addirittura migliore di quella dell'età della giovinezza, cosa che sovente causa stupore e incredulità nelle persone appena operate.

A differenza di alcuni decenni fa, con lo sviluppo delle tecnologie robotiche, oggi l'operazione per rimuovere la cataratta dura dai 10 minuti fino a un massimo 30 minuti, si esegue in regime ambulatoriale, senza necessità di ospedalizzazione, con l'installazione di un collirio anestetico sufficiente a garantire l'assenza di dolore, seguita a volte da una piccola iniezione anch'essa indolore, ed è compito del chirurgo oculista stabilire, con un calcolo di formule matematiche, esami accurati e soprattutto esperienza, la scelta del cristallino artificiale da inserire, che può addirittura correggere anche eventuali difetti visivi, come miopia, astigmatismo, presbiopia o ipermetropia, per diminuire la dipendenza dagli occhiali.

La facoexeresi, ovvero la rimozione del cristallino affetto da cataratta, è un intervento eseguito in microchirurgia, di semplice attuazione in mani esperte e specialistiche: prevede un'incisione sulla cornea di 2/3 millimetri, l'uso di una sonda microscopica che frantuma ed aspira il cristallino malato, con l'inserimento della lente artificiale arrotolata che, uno volta inserita, si apre all'interno della capsula dello stesso cristallino, la quale rimane intatta per mantenere separata la porzione posteriore dell'occhio (vitreo e retina) da quella anteriore. Concluso l'intervento, la cornea incisa non richiede l'utilizzo di punti di sutura, perché la piccola

ferita chirurgica corneale si rimargina spontaneamente in breve tempo, senza fastidi di sorta.

Dopo l'asportazione della cataratta e la sostituzione della stessa con la lente biologica, il paziente da subito torna ad avere la visione acuta, nitida e trasparente, con un recupero completo entro le 24 ore, spesso migliore e più luminosa di quella naturale dei vent'anni, al punto di pentirsi o rammaricarsi per non aver scelto di fare prima questo tipo di intervento oculare.

I soggetti che hanno avuto la cataratta in un solo occhio sono più facilmente predisposti nel tempo a sviluppare la stessa patologia nell'altro occhio, e in quelli molto anziani, che hanno perso la capacità di mettere a fuoco la vista sia da vicino sia da lontano, la cura della cataratta e la restituzione dell'acuità visiva contribuisce a preservare anche la salute mentale, oltre al benessere emotivo, morale e dell'umore. Solitamente la cataratta si opera su un occhio alla volta, separando i due interventi di alcuni giorni o settimane, per permettere un recupero graduale e ridurre il rischio di infezioni, ma oggi la tendenza è, quando la degenerazione cristallina è presente bilateralmente, quella di operare entrambi gli occhi nella stessa seduta, se il paziente viene ritenuto idoneo a tale procedura chirurgica, con vantaggi evidenti in termini di recupero, di costi e convenienza.

Essendo per tradizione una patologia legata alla senilità, molti pazienti più giovani sono restii a rivelare ad amici e conoscenti di esserne affetti o di doversi operare, ma se pur la cataratta è in effetti una malattia degenerativa fisiologica dovuta ai processi di invecchiamento, risulta in aumento in età più precoci, e fino ad ora non esistono evidenze scientifiche che dimostrino la possibilità di prevenzione primaria per questa patologia. È la principale causa di cecità nel mondo, e negli USA una persona su 5 sopra i 64 anni sviluppa una cataratta sufficientemente grave da ridurre la vista. In Italia ogni anno si eseguono circa 700mila interventi di facoexeresi, uno dei numeri più alti in Europa, rendendolo l'intervento chirurgico più praticato nel Paese, ed in base i trend demografici e alla nostra longevità in aumento, si calcola che prima del 2030 il numero di italiani che necessiteranno di questo intervento potrebbero superare il milione di unità.

Ps: Questa operazione oculistica è considerata una delle procedure più sicure e frequenti al mondo e quella con il miglior

costo-efficacia. In Italia, secondo una stima approssimativa, i costi privati di un intervento di cataratta si aggirano tra i 1.500 e i 3mila euro, mentre con il SSN l'attesa per questo tipo di operazione va dai 12 mesi a due anni.

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