Ancora scontri, ancora tensioni e ancora rischi. Il Primo Maggio a Torino è stato ancora una volta all’insegna della violenza degli antagonisti, che hanno cercato di assaltare il palazzo di Askatasuna, liberato lo scorso dicembre dopo un’occupazione abusiva di 30 anni da parte del centro sociale. Le forze dell’ordine sono intervenute con cariche di alleggerimento, lacrimogeni e idranti per allontanare la minaccia e non vi sono stati altri tentativi da parte degli antagonisti di sfondare la linea di tutela predisposta a protezione dello stabile. Non è stata la prima e non sarà l’ultima volta che ci provano, se lo sono posti come obiettivo e non demordono, nonostante tutti i tentativi andati a vuoto. Così come non sarà la prima e l’ultima volta che le forze di polizia si trovano costrette a utilizzare gli idranti sugli antagonisti durante le manifestazioni in tutta Italia
Le immagini di questi assalti fanno spesso il giro del web, diventano materiale di propaganda da parte degli antagonisti, che li usano principalmente per colpevolizzare lo Stato, che a loro avviso non avrebbe alcun titolo per tutelarsi. C’è anche una componente vittimistica da parte loro, oltre che di proselitismo. Ma basta modificare la colonna sonora di quelle azioni per trasformare video, che nella loro narrazione assumono carattere a tratti epico e a tratti drammatico, in qualcosa di decisamente più ironico, come si evince dal video pubblicato dalla seguitissima pagina “Siete dei poveri comunisti” in cui gli idranti sugli antagonisti, che provano a difendersi con scudi e compattarsi assumono un altro tenore con la colonna sonora di Lucio Battisti “Acqua Azzurra, Acqua Chiara”.
L'epica dello scontro cercata dai professionisti del disordine si infrange non solo contro i cordoni di sicurezza, ma anche contro il muro della derisione digitale. Laddove la cronaca restituisce il fragore degli scudi e le intemperanze di chi ha eletto il conflitto sistemico a propria ragione d'essere, l'universo social replica con l'arma affilata della dissacrazione.
Osservare le avanguardie antagoniste, bardate di tutto punto e compattate in una testuggine d’occasione sotto il getto degli idranti, mentre il tutto viene cadenzato dalle note disimpegnate di Lucio Battisti, sposta il piano del discorso dalla contrapposizione ideologica alla dimensione del grottesco.