- Clamoroso il tram che deraglia a Milano. Ma la cosa più incredibile è il video in cui si vede lo schianto. Avete sentito qual è la seconda cosa che dicono quei ragazzi in auto con la dash cam? Prima si chiedono se il rider sia morto (per fortuna no). La seconda è: “Non arriveremo mai in tempo” dove dovevano andare. Loro si preoccupano di un ritardo, intanto lì c’è gente ferita e un morto. Mah…
- C’è chi lamenta che Irina Shayk a Sanremo sia stata solo una valletta muta. Perché, scusate, le top model le pagano per indossare abiti ed essere belle o per tenere lectio magistralis sul neutrino?
- Stupenda questa storia della passeggera di origini russe, ma di nazionalità Usa, che è stata beccata a Malpensa, trattata da clandestina e rimandata a casa. Per due motivi. Primo: è riuscita a salire su un aereo negli Stati Uniti e ad arrivare in un altro continente senza che nessuno se ne accorgesse, se non una volta in volo. Alla faccia dei sistemi di sicurezza post Torri Gemelle. Secondo: la poveretta è l’unica immigrata che sbarca in Italia e con ogni probabilità verrà respinta alla frontiera senza tanti convenevoli, senza che le Ong chiedano il suo rilascio e l’accoglienza in un qualche centro profughi.
- Il prof youtuber, quello col ciuffo, tal Schettini, è finito nella bufera perché ha detto che, secondo lui, in futuro i professori lavoreranno part time e venderanno il loro prodotto — cultura e conoscenza — sul mercato. Niente di più giusto. Niente di più liberale. Anche perché — forse vi serve una rinfrescata — le lezioni che Schettini e tutti i professori tengono ogni giorno in classe non sono “gratis”. Le paghiamo, poco, ma le paghiamo noi contribuenti che ogni giorno producono qualcosa in questo stramaledetto Paese. Magari gli insegnanti riuscissero a mettere sul mercato la conoscenza, arrotondando così anche gli stipendi. Che poi, scusate, quelli che vengono a casa dei vostri figli e a cui allungate 20 euro all’ora in nero non fanno la stessa identica cosa?
- Ps: a me Schettini sta un po’ sulle scatole, perché è esageratamente buonista e “volemose bene”. Però, se all’inizio della sua carriera teneva lezioni pomeridiane e prometteva agli alunni voti in più per chi seguiva le sue live, dovremmo forse dargli un premio per essere riuscito a tenere i suoi ragazzi “a lezione” anche di pomeriggio. No?
- “Vogliamo organizzare l’Olimpiade degli italiani”, dice Luca Zaia. E propone qualcosa di “diffuso” a Venezia, Roma e Milano. Non è male come idea. Così almeno mandiamo al diavolo le folle grilline che dicono sempre NO per paura che qualcuno ci guadagni troppo.
- Storia meravigliosa: le benedizioni pasquali a casa si potranno prenotare online con un Qr code. E tanti saluti al parroco che ti suona a casa.
- Sono un appassionato di leggi elettorali, ma è chiaro che agli italiani mediamente non frega un fico secco. In pochi vanno a votare, in ancora meno pensano alla divisione dei collegi. Al governo dico però solo due cosette. La prima è che, se pensi di richiamare alle urne gli elettori senza preferenze, sbagli di grosso.
La seconda è che l’unico vero modo per rendere di nuovo appetitose le elezioni è rimettere, finalmente, i candidati premier sulla scheda. Bisogna puntare all’elezione diretta del presidente del Consiglio, anche surrettiziamente. Non abbandonarci di nuovo alle accozzaglie pre e post elettorali che hanno ucciso