Vi prego, mettete un'urna nel bosco. In modo che gli italiani possano andare a scegliere se votare sì o no in mezzo a quegli alberi, vicino a quella casa con un bagno che non funziona e con qualche fungo che non era dei migliori. Perché sappiamo ormai che trovare un costituzionalista è più facile che trovare un idraulico e quindi risolvere il dilemma di quella famiglia e di quei bambini, separati dai loro genitori dalla burocrazia e dai giudici - gli stessi che rimettono in libertà un clandestino con 23 condanne perché deve vedere i suoi parenti -, potrebbe essere il giusto spunto di riflessione che ci serve per il referendum.
Per me la domanda è sempre stata molto semplice: la giustizia in Italia funziona? O quando sei accusato, sei già condannato? Una domanda a cui è vietato rispondere. Perché nella guerra dei sondaggi contro Giorgia Meloni il nostro problema ormai è solo il governo. Ma gli italiani lo hanno capito. E quindi vi do un consiglio: andate a meditare in quell'aria serena, in mezzo agli alberi, là dove la burocrazia abbatte la natura umana.
Magari ritroveremo la serenità necessaria per comprendere dopo decenni se aveva ragione il partigiano Vassalli a chiedere un processo dove chi accusa e chi difende sono sullo stesso piano, di fronte a un giudice terzo, o aveva davvero ragione Benito Mussolini e il suo fido Rocco a chiederci che il giudice e l'accusatore stessero seduti sulla stessa panca. Come già da tempo non succede in quasi nessun Paese democratico. Soprattutto quelli che la sinistra italiana cita ad esempio quando parla di democrazia.