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Auto contro cappella votiva. A pezzi Madonna di Pompei

Ventidue anni, notte fonda, strada diritta. C'è chi su Facebook sostiene che è solo sfortuna, altri parlano di "mancanza di rispetto divino"

Auto contro cappella votiva. A pezzi Madonna di Pompei
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Il boato, nella notte tra sabato e domenica, ha fatto saltare dal letto mezza Cuggiono. Ore 3.30, via San Rocco, strada provinciale 117. Un'auto esce di strada come un missile e centra in pieno una cappella votiva. Bum. Fine della cappella, fine del quadro della Madonna di Pompei del 1872. Tutto ridotto a un cumulo di mattoni e calcinacci.

Il ragazzo di 22 anni al volante? Colpo di sonno. Esce dall'auto camminando come uno zombie ma senza mai perdere i sensi e, incredibile, senza un graffio. Roba da dire: o ha un angelo custode o la Madonna di Pompei gli ha fatto lo sconto all'ultimo secondo.

I carabinieri arrivano, vigili del fuoco di Inveruno e Milano pure. Recuperano il dipinto storico fra le macerie come fosse un ferito. Il sindaco Giovani Cucchetti ha già postato le foto dei resti: sembra sia esplosa una bomba.

Area transennata fino a lunedì, poi si vedrà come ricostruire. Nessun ferito, né tra i vivi né tra i santi, "solo" una cappella storica distrutta da un colpo di sonno da discoteca.

Ventidue anni, notte fonda, strada diritta. C'è chi su Facebook sostiene che è solo sfortuna, altri parlano di "mancanza di rispetto divino". La cappella era lì da decenni a proteggere la strada. Il ragazzo al volante l'ha presa come birillo del flipper fortuna che ne è uscito illeso, cavandosela con uno spavento (e una denuncia) altrimenti avremmo parlato di tragedia invece che di un boato quasi comico.

La Madonna di Pompei invece è andata in frantumi dopo 152 anni di onorato servizio.

Morale della vicenda? Quando ci si sente strani, quando si ha sonno, è meglio accostare. Anche se la strada sembra vuota, là fuori c'è sempre qualcosa pronto a fermarti.

A volte è un guardrail. A volte una Madonna che, come in questo caso, è l'unico monumento sacro nel raggio di chilometri.

Che vita! Un secondo di distrazione e passi da "tutto ok" a "ho distrutto un pezzo di storia".

La prossima volta meglio un caffè, piuttosto che un frontale contro la fede.

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