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Lo squalo in salsa bavarese

Nel 1975 viene presentata la BMW Serie 6, vettura dalla linea cattiva e affusolata come quella di uno squalo, il grande predatore. Sarà un successo

BMW Serie 6, lo squalo in salsa bavarese

È il 1975, nelle sale cinematografiche di tutto il mondo viene proiettato per la prima volta il capolavoro di Steven Spielberg, "Jaws", che in Italia viene distribuito come "Lo Squalo". All'interno dei cinema si creano fenomeni di isteria collettiva, di puro e insano terrore. Gli spettatori finiscono in preda al panico per un pescecane che terrorizza un'amena isola della costa orientale degli Stati Uniti, eppure la famelica creatura per metà film si intravede appena. La paura dell'ignoto e la sensazione di allerta viene stimolata dalle note della musica creata da John Williams, il geniale compositore che con l'alternanza di due singole note si permette di stregare chi guarda la pellicola, gettandolo nelle profondità del mare con lo sconforto nel cuore. Quella sinfonia scatena una tensione in grado di farti credere di essere tu, la prossima preda destinata alle fauci del grande squalo bianco. Nello stesso anno, nella bellissima cornice di Marbella, in Spagna, viene presentata una vettura che a prima vista fa risuonare alla mente le stesse note ideate da John Williams, quella colonna sonora che si sposa al bacio con una macchina dall'aria minacciosa e aggressiva. Se ti fermi a fissare il suo muso aguzzo per troppo tempo, quei faretti circolari senz'anima, potresti cadere dritto tra i suoi denti appuntiti, rapito dal desiderio di possederne una. La BMW Serie 6 con sua linea aerodinamica e affusolata, sembra proprio il re dei predatori di tutti i mari, per questo viene soprannominata "lo squalo".

Una linea intramontabile

Questa coupé di alta gamma è opera del magnifico designer Paul Bracq, che si fa ispirare dal mondo marino per dare forma a un'auto che abbia la ferocia e la voglia di primeggiare di uno squalo bianco. Per questo motivo, la Serie 6 possiede un muso molto inclinato e dei montanti sottili, una silhoutte che strizza l'occhio al grande predatore degli oceani, con i doppi fari circolari e il doppio rene centrale. Tutti questi dettagli ci fanno capire che siamo al cospetto di una gloriosa BMW, che ha tutta la voglia di lanciarsi verso un grande soprasso ad alta velocità, sulle epiche autobahn tedesche, alla caccia di qualche Mercedes da azzannare.

BMW Serie 6
BMW 630 CS

Il successo non tarda ad arrivare

La seconda metà degli anni '70 è un periodo di grande austerità, ci sono numerose incertezze a livello globale e sfide da affrontare con tempra d'animo, a cominciare dalla crisi energetica che aveva condizionato le stagioni appena trascorse. Nonostante il contesto complicato in cui si affaccia per la prima volta, questa vettura così bella e di eccellente qualità, ottine un successo che arriva in un batter d'ali di farfalla. La BMW Serie 6 scala le classifiche di gradimento del jet set internazionale e diventa una vettura da mostrare sul grande schermo e in tv; oltre al fatto che tantissimi personaggi famosi se ne innamorano e la portano nel proprio garage. Non ha l'austerità della Serie 5 che guida "L'ispettore Derrick", è proprio su un altro pianeta, nonostante il pianale sia lo stesso di quella berlina. La gran turismo bavarese diventa un fenomeno da studiare e ammirare, anche perché oltre all'avvenenza ha delle qualità dinamiche di pura eccellenza.

BMW Serie 6
BMW 633 CSi

I potenti motori BMW

Al suo lancio la BMW adotta dei motori 6 cilindri in linea: 630 CS (successivamente CSi) e 633 CSi, che avevano potenze comprese tra i 184 e 197 CV, poi affiancati nel 1978 dalla 635 CSi, il modello di punta con 218 CV. Quest'ultima versione è la base per lanciarsi anche nella avventure furiose del motorsport, per fare a sportellate con chiunque e portare qualche alloro in più nella bacheca bavarese. Negli anni, infatti, si sussegono le vittorie nel Campionato Europeo Turismo, poi alla 24 Ore di SPA e anche nella prima edizione del DTM (Campionato Tedesco Produzione). Nel 1982, la Serie 6 viene sottoposta ad alcune modifiche tecniche, in primo luogo l’adozione del telaio della nuova Serie 5 (E28) che per merito delle nuove sospensioni può garantire un'eccellente tenuta di strada anche sul bagnato, vero tallone d'achille al momento dell'esordio. Anche a livello estetico vengono compiute diverse migliorie, come l’adozione di nuovi paraurti e di una strumentazione aggiornata. Al restyling della gamma segue, inoltre, il debutto della M635 CSi, presentata al Salone di Francoforte del 1983: è il modello più sportivo in assoluto che sotto al cofano sfoggia un potente 6 cilindri in linea M88 da 282 CV. Questo potenziale razzo da asfalto viene messo a punto dal reparto BMW Motorsport, che utilizza lo stesso motore della supersportiva M1, potenziato. L'assetto viene rivisto per supportare le nuove performance, ma quello che colpisce è la sua velocità di punta: 260 km/h. Un risultato che la colloca direttamente tra i primi posti a livello mondiale, non solo tra le gran turismo, ma tre le sportive in generale.

BMW Serie 6
BMW M635 CSi con il pilota di F1, Nelson Piquet

Il passo d'addio

Cede il passo quando gli anni '90 sono quasi alle porte, nel 1989, per favorire l'ingresso nella gamma BMW di un altro capolavoro: la Serie 8. Per quanto riguarda "lo squalo" il suo congedo è con l'onore delle armi, con oltre 86.000 unità vendute e un servizio inestimabile alla crescita della fama e dell'appeal del marchio bavarese. Lei è stato un banco di prova per trasferire le migliori conoscenze a bordo di una vettura, aprendo quella tendenza di BMW all'innovazione tecnologica che diventerà caratteristica saliente e sempre più spiccata negli anni. La Serie 6 tornerà molti anni dopo con una seconda generazione, nel 2003, ma avrà poche affinità stilistiche con la sua progenitrice.

Se vi trovate sulle autostrade tedesche e nello specchietto retrovisore scorgete il muso appuntito di una Serie 6 non abbiate paura, fatevi sorpassare senza timore perché è sì uno squalo ma non morde.

BMW Serie 6

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