Da diesel e benzina all'elettrico: cosa accadrà alle auto dal 2035

La direzione intrapresa da Bruxelles prevede lo stop alla vendita di auto diesel e benzina dal 2035 a favore dell'elettrico al 100%: ecco 10 cose da sapere

Da diesel e benzina all'elettrico: cosa accadrà alle auto dal 2035

Meno di 12 anni per una rivoluzione totale sul mercato dell'auto: come abbiamo visto sul Giornale.it, il Parlamento europeo ha stabilito che dal 2035 ci sarà il blocco definitivo della produzione di vetture diesel, benzina e in generale tutte quelle inquinanti in favore dell'elettrico 100%. La decisione sta suscitando enormi polemiche con una grossa fetta della politica e del settore automotive contraria a cambiamenti così repentini in così poco tempo: ecco le domande più frequenti e le cose da sapere sull'argomento.

Cosa prevede il provvedimento europeo?

Il punto principale è la riduzione del 100% (in pratica la scomparsa) di tutte le emissioni di CO2 da auto e furgoni nuovi entro il 1° gennaio 2035: da quella data si dovrà dire addio alle nuove immatricolazioni e alla vendita dei veicoli con motore endotermico, cioé a combustione interna. È importante sottolineare che si tratta di vendita: ciò significa che i mezzi già in circolazione (trazionali e ibridi) potranno continuare a muoversi, lo stop definitivo riguarda soltanto i prodotti nuovi.

Quali sono i "paletti" intermedi?

Non accadrà tutto dall'oggi al domani: si chiama transizione perché l'Ue ha stabilito che già dal 2030 (meno di 7 anni da oggi) tutti i costruttori dovranno ridurre del 55% le emissioni di CO2 delle nuove auto e del 50% dei veicoli commerciali.

Cosa accadrà a chi possiede auto a diesel e benzina?

Milioni di italiani e di cittadini europei, inevitabilmente dal 2035, se possiederanno un'auto con motore a combustione vedranno crollare sul mercato il valore del loro veicolo perché di scarso appeal: sarà molto complicato venderlo e un'eventuale permuta sarà di molto inferiore a quanto accadrà prima di tale data.

Chi controllerà che tutto andrà nella direzione stabilita?

Ogni due anni la Commissione europea dovrà presentare una relazione per dimostare i progressi compiuti nella direzione che va verso le zero emissioni. Nel 2026 sarà valutata anche la possibilità di mantenere motori ibridi o che utilizzano gli ecocarburanti (e-fuels).

A proposito, qual è la differenza tra motore elettrico, ibrido, ibrido plug-in Gpl e metano?

Eliminati i discorsi sui motori diesel e benzina entrambi inquinanti, l'elettrico è l'unico in grado di garantire zero emissioni. Come abbiamo visto sul Giornale, il motore ibrido benzina possiede una parte termica supportata da un propulsore elettrico e si distingue in mild hybrid (ibrido leggero) o full hybrid. L'ibrido diesel possiede un propulsore "mild hybrid" a gasolio che in parte viene supportato dall’elettrico. L'ibrido plug-in (diesel e benzina), pur con piccole differenze, possiede un propulsore che si associa all'unità elettrica. Il motore a Gpl (Gas di petrolio liquefatto) è composto da propano e butano, inquina meno ma non è a emissioni zero. Infine, il motore a metano è composto da carburante e metano con il passaggio automatico tra le due tipologie in base all'esigenza. Anche questo sarà bandito perché inquina.

Qual è il rischio di un approccio orientato soltanto all'elettrico?

C'è uno studio della Clepa (Associazione europea dei fornitori automobilistici) che definire preoccupante è dir poco: "Un approccio concentrato sui soli veicoli elettrici porterebbe ad una perdita di mezzo milione di posti di lavoro in Ue", spiegano gli esperti. Andrebbero in fumo tutti quelli che fanno attualmente parte della catena di fornitura legata alla produzione di componenti per motori a combustione interna. Il 70% dei posti di lavoro andrebbe perso ben prima del 2035 e a partire da cinque anni prima. Uno studio condotto invece da Motus-E (Associazione imprese elettrico) prevede che ci possa essere un aumento del 6% dei posti di lavoro dal 2030.

Sono previste deroghe alla data del 2035?

I produttori di nicchia, ossia coloro che producono meno di 10mila auto 22mila furgoni all'anno potranno continuare a vendere i loro veicoli con i motori termici fino alla fine del 2035 per avere un anno in più per potersi adeguare. In questo modo potranno essere tutelate, un minimo, le auto di lusso della Motor Valley quali Ferrari, Maserati e Lamborghini.

Esisono bonus e incentivi per la transizione all'elettrico?

Al momento si parla del bonus Zlev che comunque sparirà dal 2030: dal 2025 al 2029, però, questo meccanismo incentiverà le case automobilistiche a vendere auto con sempre meno emissioni cercando di favorire l'elettrico e le zero emissioni. Attualmente, in Italia, il governo ha messo a disposizione l'ecobonus da parte dei concessionari di auto cui ci siamo occupati con questo articolo (clicca qui). Nel dettaglio, le vetture che inquinano entro i 60 g/km di CO2 potranno ricevere duemila euro senza rottamazione (4mila con).

A che punto è il mercato dell'elettrico oggi?

Come abbiamo visto sul Giornale.it, i dati pubblicati da Jato Dynamics ci dicono che nel 2022 sono state immatricolare in Europa 1,56 milioni di auto elettriche, il 29% in più rispetto all'anno precedente. Al primo posto c'è la Tesla Model Y, poi la Model 3 e al terzo posto la Volkswagen ID.4. In Italia, invece, la più venduta è la full elettric della Fiat 500 seguita dalla Smart Fortwo, dalla Renault Twingo, la model Y della Tesla e la Volkswagen Id.3. In generale, nel mese di gennaio di quest'anno abbiamo registrato 3.342 nuove immatricolazioni, ossia il 2,6% del mercato. In Europa è la Novergia a essere la prima nazione in questo settore.

Cosa succede, invece, al mondo delle due ruote?

Moto e motorini potrebbero cavarsela, anzi no: in realtà adesso tutto è focalizzato sul settore automotive.

Come ricorda moto.it, il mondo delle due ruote non è ancora stato affrontato per un duplice aspetto, ossia il minor impatto ambientale e la potenziale soluzione all'alleggerimento del traffico cittadino. È chiaro che anche questo settore sarà messo sotto la lente di ingrandimento dell'Ue con risvolti tutti da valutare.

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