Nessun effetto Wow, please. Lo rifugge assolutamente Hyundai che non punta a stupire con la sua gamma di auto. Anzi. “Se il cliente quando entra in una nostra macchina si sorprende, significa che la sua aspettativa sul brand è troppo bassa. La qualità Hyundai deve diventare la norma attesa, non una sorpresa”, spiega Francesco Calcara, presidente e ceo di Hyundai Motor Italia. “Anche per questo abbiamo avviato una nuova strategia di comunicazione e marketing spostando il focus dal raccontare la singola auto al raccontare il marchio per colmare il divario tra l’elevata qualità reale del prodotto e la percezione del cliente nei confronti del brand che tante volte è inferiore al merito”.
E allora, considerato che la grande offensiva di nuovi modelli ci sarà nel 2027 e quest’anno sono in arrivo soltanto il facelift di IONIQ 6 prima dell'estate con ingresso in gamma della sportivissima N da 650 CV, NEXO con tecnologia idrogeno di terza generazione e IONIQ 3 a fine anno, Hyundai Italia cosa ha pensato? Di prenderla alla larga. Parlare di auto, sì, va bene, ma Hyundai non è soltanto quattro ruote. Chi è stato in Corea lo sa bene: là tutto è made in Hyundai, tutto ruota attorno alla vision Progress for Humanity: “E dunque parte della nostra strategia sarà anche raccontare la profondità industriale del gruppo: dalla produzione interna di acciaio e la logistica con navi di proprietà fino all’eccellenza tecnologica come la robotica avanzata con gli umanoidi di Boston Dynamics o Gli esoscheletri di Robotics LAB e alla mobilità aerea avanzata. Perché dobbiamo far sapere anche qui in Italia che Hyundai vuole concretamente mettere l’innovazione al servizio dell’umanità”, dice Calcara, a capo del marchio da quasi un anno e mezzo.
E dunque basta parlare di auto? Ma no, anche se l’inizio di una nuova era o l’anno zero per Hyundai sarà il 2027 quando arrivà sulle strade una pattuglia di nuovi modelli, tutti con almeno una motorizzazione full-hybrid o 100% elettrica, caratterizzate da un forte family feeling, per aumentare la riconoscibilità del marchio, anche se non dovrebbe averne bisogno a giudicare dal fatto che in un anno Hyundai ha scalato dalla dodicesima all’ottava posizione per percezione positiva che la gente si è fatta delle case automobilistiche. E proprio per questo tutti i modelli punteranno sul valore e non su un gioco al ribasso dei prezzi per battere la concorrenza. Quest’anno con l’uscita di scena di i10 che pur ha chiuso il suo ultimo anno di vita ancora sul podio del segmento A lo scettro passa a due auto, alla i20 per chi cerca un prezzo entry level, e alla INSTER per chi cerca dimensioni esterne ridotte senza perdere in abitabilità. “Nel 2025 abbiamo mantenuto la quota di mercato del 3.1% sulle passenger car e per conservare i volumi così positivi abbiamo iniziato ad ampliare un canale che non avevamo tanto considerato, quello del mondo flotte con l’obiettivo di arrivare quest’anno al 20% totale dei nostri volumi”, spiega Calcara. “Andremo alla conquista del fleet market con Tucson che pur essendo al sesto anno di vita è quasi un brand nel brand e ha continuato a crescere dell’11% in un segmento calato del 4%, e Santa Fe, dando un giusto posizionamento a KONA finora poco compresa dal mercato, ma che come B Suv può essere molto interessante per il mondo delle flotte, e sui 5 modelli della nostra gamma elettrica. Il piano strategico per le flotte prevede che tutti i dealer Hyundai, sempre figure centrali per il nostro business, diventino Fleet Business Center con personale dedicato al B2B”.
Ma per privati e mondo flotte la scelta è sempre amplissima: Hyundai è l’unico costruttore a proporre un ventaglio di motorizzazioni, con 8 alimentazioni disponibili, benzina, diesel, MHEV, HEV, PHEV, EV, GPL, Hydrogen, con il 100% elettrico cresciuto nelle vendite lo scorso anno di tre volte rispetto ai numeri del 2024 e il Full Hybrid che con soli 3 modelli in gamma rappresenta il 27% del mix di vendita, contro il 13% del mercato.
Ma sulle strade Hyundai continuerà a correre anche a piedi
come sponsor di 9 importanti maratone e mezze maratone con il progetto Run to progress. Una connessione con lo sport basata su un’idea di progresso nato su attitudine e volontà, inclusivo e a basso impatto ambientale.