L’Italia può diventare la “California d’Europa” nel settore dello storage energetico. Non è solo una suggestione, ma una prospettiva delineata realisticamente dagli analisti del think tank Ember nel rapporto “European Electricity Review”, che individua nel nostro Paese uno dei mercati più dinamici per lo sviluppo delle batterie per l’accumulo di energia.
I sistemi BESS (Battery Energy Storage System) rappresentano, infatti, una delle riposte più concrete al principale limite di fonti rinnovabili come eolico e fotovoltaico: la loro intermittenza. Le batterie permettono di accumulare energia quando è disponibile – ad esempio nelle ore di sole o di vento – e di rilasciarla nei momenti di maggiore domanda, garantendo maggiore stabilità alla rete.
Il riferimento è al modello californiano, dove i sistemi di accumulo sono diventati centrali nella gestione della rete elettrica, arrivando a coprire una parte rilevante dei picchi di domanda. Una traiettoria che, secondo Ember, potrebbe replicarsi anche in Italia grazie a una crescita accelerata della capacità installata e a una pipeline di nuovi progetti già autorizzati o in fase avanzata.
Oggi l’Italia concentra circa il 20% della capacità europea di batterie su larga scala, con circa 1,9 GW operativi e un’espansione significativa registrata nell’ultimo anno. Da gennaio a ottobre 2025 la capacità è aumentata di 0,7 GW (+40% rispetto al 2024). Un dato che conferma il ruolo strategico del Paese nel nuovo equilibrio energetico continentale, dove lo storage è sempre più considerato essenziale per integrare le fonti rinnovabili.

In questo contesto si inserisce il ruolo di Enel, tra i principali protagonisti globali nello sviluppo dei sistemi di accumulo. Il gruppo ha superato i 3 Gigawatt di capacità installata in batterie, rafforzando una presenza internazionale che abbraccia Stati Uniti, Italia e America Latina. In particolare, circa 1,5 GW di storage sono installati negli Stati Uniti, 1,7 GW in Italia e 0,2 GW in Cile. Numeri destinati ad aumentare nei prossimi anni grazie a nuovi progetti già avviati.
La strategia è chiara: trasformare le batterie in un pilastro del sistema elettrico. Sotto la guida dell’amministratore delegato Flavio Cattaneo, Enel sta accelerando sugli investimenti in tecnologie che rendano le rinnovabili sempre più programmabili e affidabili.
È proprio questa funzione che ha reso la California - per citare un esempio funzionale - un laboratorio globale della transizione energetica e che oggi, secondo gli analisti del settore, può spingere l’Italia verso lo stesso modello. La crescita delle batterie consente infatti di ridurre il ricorso alle centrali a gas, abbassare le emissioni e migliorare la sicurezza energetica, soprattutto in un contesto internazionale segnato da tensioni e incertezze sulle forniture.
Enel promuove già ampiamente la transizione energetica attraverso sistemi di accumulo con diversi progetti in Italia, tra cui vale la pena sicuramente citare Pioneer e BESS4HYDRO, focalizzandosi rispettivamente sul riuso di batterie esauste per l'autoconsumo aeroportuale e sull'integrazione di storage negli impianti idroelettrici. Pioneer, con 10 MWh a Fiumicino (RM), riutilizza 700 pacchi di batterie, mentre BESS4HYDRO a Dossi (LO) sperimenta una batteria da 4 MW per ottimizzare l'efficienza idroelettrica.
Enel ha, inoltre, inaugurato in provincia di Salerno, in collaborazione con Magaldi, il primo impianto italiano MGTES (Magaldi Green Thermal Energy Store), una "batteria di sabbia" che accumula energia rinnovabile e la converte in vapore per processi industriali. Con una capacità di 7,5 MWh, l'impianto riduce la dipendenza dal gas e taglia tonnellate di CO₂ annue, offrendo una soluzione scalabile per la decarbonizzazione termica.
In Italia, il Gruppo si è aggiudicato contratti nell’ambito del MACSE per 6,7 GWh, che porteranno alla realizzazione di sei nuovi impianti per una potenza complessiva di 1,1 GW. Le nuove installazioni sorgeranno principalmente nel Sud e nelle isole, aree strategiche per l’integrazione delle rinnovabili.
Il piano industriale del gruppo guarda ancora più avanti: entro il 2028 la capacità installata complessiva supererà gli 80 GW, con circa 15 GW di nuova potenza rinnovabile. Oltre il 75% sarà rappresentato da rinnovabili e tecnologie programmabili, tra cui anche i sistemi di accumulo.
Anche a livello europeo il trend è evidente. Secondo il rapporto “EU Battery Storage Market Review 2025” di SolarPower Europe, il settore ha raggiunto livelli record con 27,1 GWh installati in un solo anno, segnando una crescita del 45% e confermando lo storage come elemento strutturale del sistema elettrico.
Le prospettive indicano una crescita ancora più rapida: per sostenere la transizione energetica, l’Europa dovrebbe moltiplicare per dieci la capacità di accumulo entro il 2030.
In questo scenario, l’Italia parte da una posizione di vantaggio. A febbraio 2026, secondo il Rapporto Mensile sul Sistema Elettrico diffuso ogni mese da Terna, si osserva un incremento della produzione eolica (+116,7%) della produzione fotovoltaica (+25,5%) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. La combinazione tra forte sviluppo delle rinnovabili, crescita dello storage, domanda elettrica in aumento e politiche di incentivazione rende il Paese uno dei più attrattivi in questo senso.
Le batterie stanno così assumendo un ruolo centrale non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico. L’energia accumulata può essere utilizzata nei momenti più costosi della giornata, contribuendo a stabilizzare i prezzi e a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, in un momento sempre più complesso dal punto di vista geopolitico per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico.
La sfida resta quella di accompagnare questa crescita con infrastrutture adeguate e regole di mercato efficaci. Ma la direzione è tracciata.
Se il modello californiano rappresenta il presente dello storage globale, l’Italia – grazie anche all’impegno di aziende come il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo – potrebbe diventarne la versione europea, come suggerito dagli analisti. Grazie a un percorso già programmato e avviato per tempo che può contribuire a ridisegnare il futuro dell’energia nel nostro continente.