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Ex-Ilva, tra Flacks e Marcegaglia prove di alleanza

Pronto un accordo per aumentare le forniture d’acciaio se Taranto produrrà di più

Ex-Ilva, tra Flacks e Marcegaglia prove di alleanza

Si stringono i rapporti tra Marcegaglia e il gruppo Flacks per dare un futuro produttivo all’ex Ilva di Taranto. Secondo quanto appreso dal Giornale, dopo le prime interlocuzioni di inizio mese tra il patron del gruppo Michael Flacks (foto) e la famiglia mantovana, si sarebbe giunti alla stesura di un memorandum of understanding tra le parti per rafforzare i legami commerciali con le acciaierie di Taranto, Novi Ligure e Cornigliano. «Il protocollo d’intesa con Marcegaglia prevede che quest’ultima sia disposta a rivalutare la quantità di acciaio fornita annualmente, attualmente oggetto di un accordo di fornitura tra Acciaierie d’Italia e Marcegaglia», spiega una fonte vicina al gruppo Usa. Il protocollo d’intesa prevederebbe, poi, «l’intenzione di Marcegaglia di implementare un contratto per bramme da laminazione ad alta velocità».
L’aumento della fornitura annuale sarà subordinato a un accordo sull’aumento della capacità produttiva dello stabilimento di Taranto (come noto, un forno è attualmente sotto sequestro da parte delle autorità locali) e sulla disponibilità e sul mix di prodotti. «Le parti valuteranno inoltre la possibilità di collaborare nella commercializzazione di prodotti a valle, nel rispetto delle norme Antitrust».
Il tutto, naturalmente, subordinatamente all’acquisizione da parte di Adi della proprietà dello stabilimento ex Ilva, prevista al momento entro aprile-maggio.
Intanto ieri si è riaperto il capitolo della Cassa integrazione per i lavoratori dell’ex Ilva. I sindacati, infatti, sono stati convocati per la prossima settimana, giovedì al ministero del Lavoro, per l’esame congiunto della richiesta di proroga della Cigs per 4.450 lavoratori presentata dall’azienda lo scorso 3 febbraio.
Il capitolo è estremamente delicato, perché Fiom, Fim e Uilm chiedono da tempo di assicurare l’occupazione negli stabilimenti, anche riaprendo il tavolo di confronto a Palazzo Chigi, ma direttamente con la premier, Giorgia Meloni. Un punto ribadito anche settimana scorsa in una conferenza stampa congiunta per annunciare che senza una convocazione ufficiale ci sarà una autoconvocazione a Chigi. Soltanto pochi giorni fa, l’11 febbraio, i commissari di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria avevano fatto sapere che il cronoprogramma di riattivazione degli impianti è in corso e saranno rispettate le scadenze.

In particolare, per l’Altoforno 2, e poi, per la manutenzione programmata dell’Altoforno 4 che prevede dal 28 febbraio la sostituzione delle piastre (circa 60 giorni), in modo che il riavvio coincida anche con la ripartenza delle cokerie. L’obiettivo dei commissari è quello di portare la capacità produttiva a 4 milioni di tonnellate di acciaio annue tra pochi mesi, entro la fine di aprile 2026.

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