Amplifon accelera la strategia di crescita internazionale e punta a ridefinire gli equilibri del settore dell'audiologia. Il gruppo italiano guidato da Enrico Vita ha firmato un accordo definitivo con la danese GN Store Nord per acquisire l'intero business hearing, Gn Hearing, con un'operazione che valuta l'attività circa 2,3 miliardi su base cash and debt-free. Il corrispettivo prevede una componente in cassa di 1,69 miliardi e l'emissione di 56 milioni di azioni Amplifon a favore del venditore. Il closing è atteso entro la fine del 2026, una volta completati i passaggi regolatori.
L'operazione segna un passaggio strategico per Amplifon, che diventa produttore da puro retailer, e rappresenta la naturale evoluzione della collaborazione di lunga data tra le due società. L'obiettivo è creare un operatore globale verticalmente integrato, capace di unire tecnologie avanzate per gli apparecchi acustici e servizi di cura dell'udito. Dalla combinazione nascerà una piattaforma con circa 3,3 miliardi di euro di ricavi aggregati, un Ebitda adjusted pro-forma di circa 830 milioni e oltre 20mila dipendenti. Il gruppo potrà contare su più di 700 professionisti impegnati in ricerca e sviluppo e su un portafoglio di oltre 2.800 brevetti, con attività in più di 100 Paesi. Nel 2025 Gn Hearing ha registrato ricavi per 7,2 miliardi di corone danesi (circa 1 miliardo) e un Ebitda adjusted di circa 220 milioni, con un margine del 23%. Il business è geograficamente diversificato: il 49% dei ricavi proviene dalle Americhe, il 28% dall'Europa e il restante 23% dal resto del mondo.
Secondo Amplifon l'integrazione consentirà di generare sinergie nette sull'Ebitda comprese tra 60 e 80 milioni entro il 2029. La gran parte dei benefici deriverà dall'internalizzazione della produzione di apparecchi acustici oggi acquistati da terzi. «Circa l'85% delle sinergie deriva da questa leva ed è quindi relativamente semplice da realizzare», ha spiegato Vita durante una conferenza telefonica con gli analisti, sottolineando che ulteriori benefici legati ai ricavi e all'innovazione tecnologica non sono stati ancora quantificati.
L'operazione sarà finanziata per la componente in cassa tramite un prestito ponte in euro. Successivamente Amplifon valuterà un rifinanziamento con un mix di debito ed equity, mentre è previsto un aumento di capitale fino a un massimo di 750 milioni di euro. Il socio di riferimento Ampliter e l'azionista Tamburi Investment Partners hanno già confermato il sostegno finanziario all'operazione. Dopo il closing il nuovo gruppo avrà una leva finanziaria di circa tre volte l'Ebitda, destinata a ridursi nei due-tre anni successivi grazie alla forte generazione di cassa.
In Piazza Affari ieri il titolo ha chiuso lasciando sul terreno il 14,2% a 9,01 euro. Una certa volatilità è fisiologica dopo annunci di questa dimensione, fanno notare alcuni analisti, e il valore strategico dell'integrazione emergerà una volta completato il processo di integrazione e realizzate le sinergie operative.
Per Intermonte (che ha confermato la raccomandazione outperform sulle azioni con target a 19 euro) l'operazione «creerà un leader globale verticalmente integrato nell'audiologia, rafforzando Amplifon su innovazione, sviluppo prodotti e presenza nei mercati chiave, in particolare negli States».