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Poste avanti con Del Fante. Focus su Leonardo ed Eni

Il Tesoro blinda per il quarto mandato l'ad, conferma per Rovere alla presidenza. Ora le altre partecipate

Poste avanti con Del Fante. Focus su Leonardo ed Eni
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Il risiko delle nomine pubbliche entra nel vivo e il primo tassello va al suo posto. Il ministero dell'Economia e delle Finanze rompe gli indugi e conferma i vertici di Poste Italiane in vista del rinnovo del mandato nell'assemblea del 27 aprile. In una nota, il Tesoro - titolare direttamente del 29,26% e attraverso Cdp di un altro 35% - comunica di aver depositato l'elenco per il rinnovo degli organi sociali di Poste Italiane. La rosa è guidata dall'attuale presidente Silvia Rovere e dall'attuale ad Matteo del Fante ed è completata da Wanda Ternau, Salvatore Muscarella, Francesco Scacchi e Olga Cuccurullo candidati alla carica di consiglieri. Anche Assogestioni ieri ha depositato la lista di minoranza di candidati indipendenti per il cda: è composta da Patrizia Rutigliano, Alessandro Marchesini e Carlo d'Asaro Biondo.

La tornata dei rinnovi dei vertici delle partecipate va chiusa complessivamente tra aprile e giugno. La partita, secondo il calcolo del Centro studi Nomos, riguarda 112 posti da consigliere che verranno distribuiti in 79 società. Nei prossimi giorni i riflettori sono puntati soprattutto su Leonardo: il colosso italiano del settore della Difesa è oggi guidato da Roberto Cingolani, la cui posizione di amministratore delegato ora è meno salda rispetto a qualche tempo fa. Tra i possibili successori, secondo le voci che rimbalzano in ambienti politici e industriali, quello con più chance è considerato Pierroberto Folgiero, ad e direttore generale di Fincantieri che ha appena chiuso il 2025 con un bilancio da record e l'utile netto «più alto di sempre». Ma si parla anche di Alessandro Ercolani, amministratore delegato di Rheinmetall Italia. Per la presidenza, ora affidata a Stefano Pontecorvo, circolano i nomi di Elisabetta Belloni, che fino a un anno fa guidava il Dis, e Stefano Cuzzilla, ora al vertice di Trenitalia. Tra le partecipate di primo livello c'è anche Terna, dove si verso la conferma al timone di Giuseppina Di Foggia, che Meloni in questi anni ha rivendicato di aver messo come «prima donna a capo di una partecipata statale», con «ottimi risultati». In Eni non dovrebbe cambiare l'ad Claudio Descalzi, mentre alla presidenza potrebbe essere scelto il comandante generale della Guardia di finanza Andrea De Gennaro al posto di Giuseppe Zafarana, suo predecessore alla guida delle Fiamme gialle. Anche per l'altra multinazionale italiana dell'energia, Enel, l'ad Flavio Cattaneo dovrebbe essere confermato mentre è meno stabile la posizione del presidente Paolo Scaroni.

Il deposito delle liste delle altre partecipate avverrà secondo questi termini: entro il 13 aprile per Eni e

Leonardo, qualche giorno più tardi per Enel (il 17) e Terna che riuniranno i soci entrambe il 12 maggio. Poi sarà la volta dell'Ente Nazionale per l'Assistenza al Volo (Enav), la cui assemblea è calendarizzata per il 14 maggio.

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