Tim, Blackrock rispunta sopra il 5%

Per gli analisti resta possibile un affare con Iliad, che può cedere le attività italiane

 Tim, Blackrock rispunta sopra il 5%
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Dopo lo schiaffo di giovedì con l’annuncio dell’addio alle trattative per il matrimonio di Iliad, Tim incassa una notizia positiva circa la fiducia dei fondi istituzionali nel nuovo corso aziendale insieme a Poste Italiane. Infatti, il più grande asset manager del mondo, Blackrock, è salito a una quota superiore al 5% dell’ex Telecom. Secondo quanto emerso da ambienti finanziari, il fondo americano ha una partecipazione azionaria del 3,585% a cui si aggiunge una quota potenziale dell’1,1% e altre posizioni lunghe per lo 0,414 per cento.
Blackrock era stata in tempi più o meno recenti altre due volte con in mano una quota superiore al 5%: era accaduto nel 2016, quando Tim era rientrata nell’indice Stoxx Europe 50 portando ad acquisti automatici e nel 2018, quando l’incremento era stato legato ad altre strategie di replica di indici. In entrambe le occasioni il fondo Usa guidato da Larry Fink era ridisceso sotto la soglie del 5% in tempi molto brevi.
Vedremo che cosa fa questa volta, visto che il titolo di Tim (ieri ancora in calo dell’1% a 0,409 euro per azione) ha corso molto nell’ultimo anno in Piazza Affari, nonostante la recente correzione dovuta per lo più all’effetto-annuncio.
Tra l’altro, secondo diversi analisti, la partita Tim-Iliad potrebbe non essere del tutto da archiviare malgrado le dichiarazioni. Seppur con sfumature diverse. Per Intermonte, la caduta dell’8,8% registrata giovedì sarebbe da imputare per lo più a prese di beneficio dopo il rally. Anche perché la chiusure delle trattative con Iliad «era nota da tempo» a causa di interrogativi di natura Antitrust, incertezze legate alla governance (Iliad avrebbe voluto esprimere l’amministratore delegato del nuovo gruppo con Tim) e una valutazione particolarmente elevata deggli asset della telco transalpina. Tuttavia, l’affare potrebbe comunque in futuro prendere forma su un altro binario, con Iliad a considerare la cessione delle attività italiane per destinare maggiori risorse al mercato francese, soprattutto se decidesse davvero di acquisire parte degli asset di Sfr messi in vendita da Altice.
Del resto, il mercato delle telecomunicazioni italiano è molto competitivo, avendo quattro grandi operatori dotati di infrastruttura. Un fatto che fa della Penisola il contesto più difficile a livello europeo, con tariffe tra le più basse al mondo e marginalità molto ridotta e ancor più martoriata dall’elevato volume d’investimenti che caratterizza il settore.
Ne sa qualcosa la stessa Iliad. Il gruppo guidato in Italia da Benedetto Levi, pur conquistando quote di mercato, ha chiuso il 2024 con una perdita di 317,5 milioni di euro che si aggiunge ai 432,2 milioni del 2023. Mentre nel primo semestre del 2025 ha perso 53 milioni, la metà rispetto all’anno prima.

Pesano gli ammortamenti degli investimenti fatti per radicarsi nel territorio e un debito accumulato di 3,1 miliardi, di cui 2,5 verso la controllante. Non è assurdo, quindi, che a Parigi possano decidere di monetizzare il lavoro fatto per impiegare il capitale verso lidi più redditizi.

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