Vicenza torna al centro della scena internazionale del gioiello con Vicenzaoro, appuntamento strategico per l’intero comparto orafo-gioielliero. La manifestazione, in programma fino a martedì, riunisce l’intera filiera, dalla manifattura alla distribuzione fino alle tecnologie. I numeri confermano la dimensione globale dell’evento: oltre 1.300 aziende presenti, di cui circa il 40% dall’estero, con espositori provenienti da 65 Paesi.
«Vicenzaoro è un brand riconosciuto a livello internazionale, emblema dell’intera filiera del gioiello – spiega Matteo Farsura, direttore fiere orafe di Italian Exhibition Group –. Per gli operatori internazionali è un’occasione per selezionare i prodotti più idonei ad affrontare le evoluzioni del mercato».
L’offerta espositiva si articola su più livelli. Oltre al gioiello contemporaneo, trovano spazio T.Gold, dedicato alle tecnologie per la lavorazione dei metalli preziosi, e VO Vintage, area aperta al pubblico per la l’orologeria di “secondo polso” e la gioielleria d’epoca. «Vicenzaoro resta una manifestazione B2B – sottolinea Farsura – ma con VO Vintage apriamo anche al consumatore finale, con il 25 per cento di espositori in più rispetto allo scorso settembre, offrendo un’esperienza diretta di cultura e mercato del gioiello».
Nel corso della manifestazione sono stati diffusi anche i dati sullo stato di salute del settore orafo italiano, elaborati dal Club degli Orafi Italia e da Intesa Sanpaolo. Il contesto resta complesso: l’aumento del prezzo dell’oro e le tensioni internazionali hanno inciso sulla domanda globale, soprattutto nei mercati asiatici come Cina e India. Dopo anni di crescita, fatturato e produzione mostrano segnali di rallentamento, mentre l’export registra una flessione del 15 per cento.
Accanto alle criticità emergono però segnali di fiducia. Una quota significativa delle imprese prevede una crescita dei ricavi nei prossimi mesi e conferma la volontà di continuare a investire, anche tra le realtà di dimensioni più contenute. Gli investimenti puntano in particolare su innovazione di prodotto, rafforzamento dei canali commerciali e risposta all’evoluzione della domanda, in Italia e all’estero.
Un altro pilastro della manifestazione è rappresentato dalla formazione e dal networking. «Il palinsesto eventi si sta arricchendo grazie alle collaborazioni con associazioni italiane e internazionali – evidenzia Farsura – offrendo agli imprenditori strumenti concreti per affrontare i nuovi mercati». Centrale anche il legame con la città, attraverso il ViOff, il fuori salone di Vicenzaoro, e il Museo del Gioiello nella Basilica Palladiana.
Sull’edizione January 2026, Farsura sottolinea infine il momento di transizione del quartiere fieristico: «È l’ultima edizione con l’attuale layout. Da settembre 2026 avremo un nuovo padiglione che permetterà di riunire l’intera filiera, inclusa T.Gold, in un unico spazio, con un vantaggio concreto per buyer e visitatori».
In questo scenario, Vicenzaoro si
conferma non solo come vetrina delle eccellenze del Made in Italy, ma anche come osservatorio privilegiato sulle dinamiche economiche di un settore che, pur in una fase complessa, continua a investire e a guardare al futuro.