Leggi il settimanale

Mps, la Borsa boccia il piano. E Meloni blinda le Generali

La premier: "Non sceglieremo i nuovi vertici di Siena, i risparmi restino in Italia". Il Monte precipita del 6,7%

 Mps, la Borsa boccia il piano. E Meloni blinda le Generali

Il nuovo piano industriale del gruppo Mps-Mediobanca è stato accolto dalla Borsa con uno scivolone. Un evento probabilmente inatteso dal ceo Luigi Lovaglio, che pure ha presentato un progetto ambizioso con la promessa di arrivare a pagare 16 miliardi di dividendi (12% di rendimento annuo) e di raggiungere un utile netto di 3,7 miliardi entro il 2030. Confermati i 700 milioni di sinergie promesse. Come ha spiegato Lovaglio in conferenza stampa, Mps insieme a Mediobanca «offrirà ai soci nei prossimi cinque anni il dividendo più alto in Europa nel settore bancario», mantenendo «tre miliardi di capitale in eccesso che daranno la flessibilità per perseguire opportunità di crescita di valore e di migliorare ancora il capitale offerto agli azionisti». Il banchiere non ha escluso di arrivare a un anticipo della cedola e di valutare opportunità di shopping in Italia e in Europa.

Tutto questo però non è bastato e il titolo di Mps ieri è crollato del 6,7% a 8,29 euro per azione, seguito dal titolo Mediobanca sceso del 6,2%.

L'elevato scambio di azioni (è passato di mano quasi il 3% del capitale) alimenta sospetti che ci siano forze ad agire sul titolo sulle quali - come del resto ha scritto Il Giornale - avrebbe acceso un faro anche la Consob. Ma tutto ciò non basta a spiegare una debacle tanto netta, segno di come Lovaglio non sia riuscito a fare breccia negli operatori. «Nonostante un rendimento del 12%», ha spiegato Morgan Stanley, «senza progressi sull'integrazione» con Mediobanca e nessun buyback «oltre al pagamento del 100% e obiettivi a lungo termine, l'annuncio appare per ora deludente». La mancanza di dettagli ha forse minato la credibilità del piano, difetti a cui Lovaglio evidentemente non è riuscito a mettere una pezza.

Pare del tutto fuori fuoco - diversamente da come hanno sostenuto esponenti politici dell'opposizione - imputare troppo peso alle dichiarazioni della premier, Giorgia Meloni, la quale in un'intervista a Bloomberg ha affermato che «il ruolo del governo è terminato», ricordando che la quota residua del 4,9% «chiaramente non ci dà la possibilità di esercitare un'influenza significativa sulla governance» e che «non parteciperà alla nomina dei nuovi organi amministrativi e di vigilanza». Una posizione che lei stessa aveva espresso nella conferenza stampa di inizio anno e il mercato aveva già ampiamente assorbito, anche attraverso rumors delle settimane precedenti che avevano ribadito questo concetto. Una premier

che, riguardo a Generali sulla quale Mps ha un'influenza determinante tramite Mediobanca, ha ribadito la rilevanza strategica del gruppo triestino. Pur escludendo vincoli impropri a chi gestisce risparmi italiani, la premier ha sottolineato che «sono risorse raccolte in Italia da risparmiatori italiani». Per questo «è importante che queste risorse possano essere investite per rafforzare l'economia italiana».

Tornando però al piano, è chiaro che la situazione di Lovaglio adesso si complica: da quanto raccolto, la strategia non è passata con un sostegno unanime dei consiglieri. Segno di divisioni interne che hanno pesato anche sulla credibilità dell'ad. Tensioni che traspaiono anche dallo slittamento della presentazione dei 20 nominativi da includere nella lista del cda, che indiscrezioni davano in arrivo per domani e invece sono slittate almeno a lunedì. Le divisioni sarebbero tali, che secondo alcune fonti Lovaglio potrebbe nemmeno essere incluso nella lista del cda.

Se questa ipotesi, che avrebbe del clamoroso, divenisse reale, alcune fonti sostengono che l'imprenditore e azionista Giorgio Girondi avrebbe messo insieme un pacchetto di soci del 5% per presentare una lista alternativa, chiedendo a Lovaglio di parteciparvi.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica