Bari, carabinieri in Regione: nomine nel mirino Gasparri: "Vendola si deve dimettere subito"

Nomine dei primari nella Sanità, forniture e appalti. Carabinieri e Gdf stanno cercando carte e delibere per verificare le dichiarazioni dei dirigenti Asl che hanno delineato il "sistema Tedesco". Gasparri torna a chiedere le dimissioni del presidente della Puglia. Lui replica: "Non sono indagato"

Bari, carabinieri in Regione: nomine nel mirino
 
Gasparri: "Vendola si deve dimettere subito"

Bari - La bufera sulla giunta Vendola continua. I magistrati della Dda, coordinati dal pm Desiré Digeronimo, hanno messo nel mirino il "sistema Tedesco" all'interno del governo regionale pugliese e la caccia non si ferma. Non si ferma all'ex assessore regionale alla Sanità, Alberto Tedesco (Pd), sostituito e "paracadutato" all'Europarlamento. Il pm vuole capire in che modo gli altri componenti della giunta pugliese partecipassero alle nomine. Al vaglio degli inquirenti sarebbero le nomine "sospette" di alcuni primari, ipotesi suffragata dalle audizioni nei giorni scorsi di alcuni dirigenti delle Asl, come persone informate sui fatti. Il filone di indagine riguarderebbe anche alcuni appalti sanitari pilotati e le forniture ospedaliere, affidate sempre alle stesse aziende. Negli uffici dell’assessorato regionale alle Sanità i carabinieri hanno acquisito documentazione riguardante la legge regionale che abbassa il tetto del numero di abitanti necessario per l’istituzione di farmacie nei comuni pugliesi e documenti riguardanti consulenze esterne in ambito sanitario.

Le delibere Carabinieri e militari della guardia di finanza stanno acquisendo documenti in vari uffici della Regione Puglia, sia di assessorati sia del consiglio regionale. I carabinieri sono impegnati negli uffici dell’assessorato regionale alle Politiche della Salute, mentre i militari della guardia di finanza sono al lavoro nella sede del consiglio regionale, nell’ambito delle indagini riguardanti la sanità pugliese condotte dai pm della procura di Bari, Desirè Digeronimo e Giuseppe Scelsi. Numerose acquisizioni di atti in uffici della Regione e di aziende sanitarie erano state fatte nei giorni scorsi. La scorsa settimana inoltre erano stati anche acquisiti bilanci e documentazione varia nelle sedi dei partiti di centrosinistra.

La consulenza Gli atti riguardanti una consulenza, richiesta dall’assessorato regionale alla Sanità nel giugno-luglio 2006, e fatta, per conto del Policlinico di Bari, dall’attuale assessore regionale alla Sanità, l’anestesista Tommaso Fiore, sono stati acquisiti oggi dai carabinieri nell’ambito delle indagini avviate dalla procura di Bari. L’ ordine di esibizione fatto dal pm Digeronimo riguarda anche i documenti di tutte le consulenze esterne chieste dall’assessorato regionale alla Sanità e dall’Ares, azienda regionale per la sanità. La notizia dell’ordine di esibizione che lo riguarda è stata data dallo stesso assessore Fiore. Nel giugno-luglio 2006, l’assessorato regionale alla Sanità chiese una consulenza all’università-Policlinico, che delegò Fiore. La consulenza durò un anno e venne retribuita. "Successivamente - ha detto Fiore - il presidente della giunta regionale mi chiese di prorogare la consulenza e di essere suo consulente personale per il settore della sanità. La consulenza al presidente è stata da me offerta, a titolo gratuito, dal 2007 al 2008".

Gasparri: "Dimissioni subito" "Ma i moralisti in servizio permanente effettivo della sinistra sullo scandalo pugliese non hanno altro da dire che parole di autoassoluzione? La scossa che D’Alema aveva previsto e che sta travolgendo il suo partito ed i suoi apparati non può rimanere priva di conseguenze. Chiediamo le dimissioni immediate di Vendola, sotto la cui gestione si sono verificate vicende vergognose". Lo sostiene il capogruppo del Pdl a Palazzo Madama, Maurizio Gasparri. "Vendola a casa è una priorità per fronteggiare l’emergenza democratica che sta travolgendo la Puglia". 

Vendola: "Non sono indagato" "Fino a prova contraria - ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola - non sono iscritto in nessun registro degli indagati, e, poiché la mia vita la conosco, so che non potrà mai accadere". Vendola difende il suo operato: "La Puglia è il posto in cui si è reagito con più forza" ha detto parlando della questione morale, che "riguarda in generale l’organizzazione di sistemi di potere che drenano una parte rilevante di risorse pubbliche". Vendola ne ha parlato prima di partecipare a una riunione della giunta regionale pugliese - l’ultima prima della pausa estiva - nella quale, tra l’altro, sarà esaminato il Dief, il documento economico finanziario in materia sanitaria. Ed è proprio la sanità e la gestione di questo settore che sono da molte settimane in Puglia al centro di inchieste della megistratura barese." La differenza tra questi anni e gli anni del governo precedente - ha detto Vendola - è che noi non abbiamo messo la testa sotto la sabbia. Abbiamo reagito con atteggiamenti anche molto duri, anche esemplari, a qualunque ombra. Non abbiamo esorcizzato le ombre, non abbiamo minimizzato, non abbiamo fatto finta di niente".

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