Basta scippi da Roma, una lobby per Milano

Non è ancora ufficiale ma è certo: nel 2012 Roma avrà il suo Gran Premio di Formula 1. È stato chiaro domenica 13 settembre, a Monza, dove si correva, come accade dal 1922, il Gran Premio d'Italia, organizzato dall'Automobile Club di Milano. Fra i box e ai paddock, infatti, si notava un gran viavai di "osservatori" romani, inviati dal Campidoglio e dalla struttura impegnata nell'organizzare la futura corsa. Ma lo si è dedotto anche dalle ellittiche ammissioni del patron della Formula 1, Ecclestone. Il Gran Premio di Roma si farà e poco importa se (inizialmente) Monza sopravviverà: in breve il circuito cittadino dell'Eur succhierà pubblico, risorse, pubblicità e prestigio a quello brianzolo, fino a cancellarlo per appropriarsi anche della denominazione storica di "Gran Premio d'Italia". È quello che sta succedendo col cinema: il Festival di Roma, sta vampirizzando Venezia.
Intanto si muove un altro fronte: su mandato del sindaco Alemanno, sono a buon punto contatti col presidente della Camera della Moda Mario Boselli per fare di Roma la sede istituzionale delle sfilate. Si comincia con l'alta moda e poi, inevitabilmente, il prêt-à-porter. E addio Milano. Quanto all'Expo del 2015 è evidente che dopo ogni riunione la politica ce ne porta via una fetta: ormai sembra tutto ridotto a una questione di orti e cibi genuini, fra Green Peace e Slow Food.
Da tempo la capitale, con la scusa di essere la capitale, ha scelto il metodo dello scippo: portare via alle altre città - grazie alla benevolenza del potere politico di qualsiasi colore e provenienza - ciò che esse hanno costruito nei decenni con l'intraprendenza, il talento, il lavoro, i soldi. (...)

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