Batani, da cameriere al Grand Hotel: "La politica faccia di più per il turismo"

Intervista all’imprenditore titolare della Select Hotel, re dell’ospitalità romagnola: "Il mio segreto è la semplicità. Ma non tradirò mai le aspettative di un mio cliente"

Batani, da cameriere al Grand Hotel: "La politica faccia di più per il turismo"

E’ il re dell’ospitalità romagnola. Da Cattolica a Cesenatico, da Cervia a Milano Marittima undici alberghi in una delle terre a maggiore vocazione turistica d’Italia, tra i quali il felliniano Grand Hotel di Rimini. Eppure Antonio Batani, titolare della Select Hotel Collection, ama raccontare la sua storia di umile cameriere oggi titolare di un impero della hotellerie di lusso, come “una come tante”. Un vezzo che gli concediamo. “Il mio segreto – rivela - è la semplicità. Tutto quello che faccio per me è normalità. Nel mio Dna c’è il turismo con i valori delle persone di una volta. Valori semplici, ma ben saldi anche nella mia famiglia, come mantenere le promesse fatte ai clienti senza mai disattendere le loro aspettative”. A lui chiediamo di raccontarci il suo punto di vista su un settore strategico qual è il turismo, vero “petrolio dell’Italia”.

Batani, che cosa le ha insegnato la sua carriera?

“Che nella vita non si è mai arrivati. Inutile sedersi sugli allori. E’ necessario rinnovare e innovare costantemente. Il cliente è il nostro esaminatore ed è un esaminatore molto minuzioso. Va piacevolmente sorpreso e soddisfatto in ogni sua richiesta, sempre”.

Dei suoi undici alberghi ce n’è uno che ha particolarmente nel cuore?

“Sono quasi dei figli per me, non posso certo fare differenze. Ognuno di essi ha la sua storia, ognuno rappresenta un momento della vita mia e della mia famiglia. Certo, quello che mi ha fatto fare il primo e vero salto di qualità è stato il Grand Hotel Gallia di Milano Marittima,con cui ho realizzato il mio primo sogno”. 

E l’acquisizione del mitico Grand Hotel di Rimini?

“E’ stata la materializzazione del mio secondo, grande sogno. Sin da ragazzo, come Fellini, rimanevo estasiato davanti alla famosa facciata Liberty, sognando di diventare, un giorno, il proprietario di quell’albergo così ricco di fascino. Poi quel giorno, dopo infinite vicissitudini, è arrivato. Mi sono sentito come un giovanotto all’altare che finalmente convola a giuste nozze con l’amata, dopo un lunghissimo fidanzamento”.

Qual è il suo prossimo progetto?

“Stanno avanzando rapidamente i lavori di restauro della ex Colonia Veronese, un magnifico stabile di fine Ottocento posto direttamente sulla spiaggia, che si affaccia sulla rotonda, proprio accanto al porto canale di Cesenatico, in posizione invidiabile. Ne farò un cinque stelle di grande lusso. Ma il mio principale progetto è trasmettere ai miei tre figli Gianni, Cristina e Paola tutto quanto ho appreso in oltre cinquanta anni di attività. La passione già ce l’hanno. Resta da affinare la tecnica”.

Lei è un vero ambasciatore della Romagna.

“Il mio cuore parla romagnolo e a mio avviso la terra di Romagna è tra le più belle al mondo. Buona gente, ottima cucina, il mare e le montagne. Insomma, un paradiso. Da noi il senso dell’ospitalità è innato e il cliente questo lo percepisce immediatamente perchè è ciò che fa la differenza.

Mi dica tre cose che, al di là delle stelle, un albergo deve possedere per essere considerato di buon livello. 

“Uno, la struttura deve sempre essere migliorata e deve presentarsi impeccabile all’arrivo dell’ospite. E poi deve avere un’area verde: io adoro i giardini ricchi di fiori e piante. Due, il personale, che oltre che qualificato e poliglotta deve possedere una grande attitudine all’accoglienza. I sorrisi di “plastica” non li voglio. Tre la supervisione continua dei proprietari. Nei miei alberghi la presenza della mia famiglia è un incentivo per lo staff e un valore aggiunto per il cliente”.

In questo periodo di profonda crisi economica, il turismo rischia di pagare il conto più alto. Come si può contrastare questa dinamica?

“E’ necessario fare sempre meglio e di più, potenziare tutti i livelli di attività, rinnovare continuamente e comunicare al cliente in modo chiaro e puntuale per farlo sentire importante e mantenere un filo diretto, un rapporto privilegiato che gli farà preferire noi ad altri”

E’ soddisfatto del sostegno della politica e del Sistema-Paese al turismo oppure si potrebbe fare di più?

“Stiamo vivendo un periodo di grande cambiamento. Spero ardentemente che nuove riforme portino maggiore attenzione al turismo, una risorsa che può dare ancora tanto, in virtù di un patrimonio storico e culturale unico al mondo unito al grande senso di ospitalità di tutto il popolo italiano”.

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