La Bce lancia l'allarme: "La Grecia è una minaccia E' minata la stabilità delle banche dell'Eurozona"

Per la Bce la principale minaccia alla stabilità
della zona euro e delle sue banche è posta dalla crisi debitoria
della Grecia. I mercati europei incassano il timore dell'effetto domino e registrano pesanti ribassi

Bruxelles - La principale minaccia alla stabilità della zona euro e delle sue banche è posta dalla crisi debitoria della Grecia. A lanciare l’allarme, per bocca del suo vicepresidente Vitor Constancio, è stata la Banca centrale europea che teme l'effetto domino sui mercati. Così, mentre ad Atene 25mila manifestanti assediavano il parlamento e si scontravanoduramente con le forze dell'ordine, le principali piazze europee chiudevano con pesanti ribassi. L’euro va ancora giù e scivola sotto quota 1,42 dollari: la moneta unica è scesa a 1,4180 dollari.

La Grecia mina la stabilità dell'Europa "La Grecia - ha detto Constancio durante la presentazione del rapporto semestrale sulla stabilità finanziaria - potrebbe dare un effetto-contagio. E questo è il motivo per il quale siamo contrari a ogni sorta di default che porti a haircut (il taglio del valore nominale e dei tassi di interesse sui titoli di Stato, ndr) e a ogni forma di evento del settore privato che potrebbe portare a un evento creditizio e a un evento sui rating". I timori sul debito sovrano dell’area euro - riporta l’agenzia Bloomberg - sono peggiorati con l’aumentare delle scommesse degli investitori sul fatto che la Grecia non sarà in grado di rimborsare i propri debiti, innescando la prima insolvenza nei paesi di Eurolandia. "L’area euro - si legge nel rapporto della Bce presentato oggi - si trova dinanzi a una situazione molto impegnativa che deriva principalmente dall’interconnessione tra la crisi del debito sovrano e la situazione del settore creditizio. E alla luce delle implicazioni potenzialmente molto pericolose della ristrutturazione del debito per il paese debitore, incluso il suo sistema bancario, è richiesta un impegno determinato e incrollabile sul miglioramento dei fondamentali economici".

Le Borse in forte ribasso Chiusura in forte calo per Piazza Affari, con l'indice Ftse Mib che perde il 2,16% e il Ftse All-Share che cede il 2,09%. Sono molti i temi che hanno pesato portando il listino principale sotto i 20mila punti. Dagli Stati Uniti i dati di maggio su base mensile su inflazione (+0,2%) e produzione industriale (+0,4%) sono peggiori delle attese degli economisti e hanno portato Wall Street sotto la parità. Ma la mattina sui mercati europei si era già aperta male, per il mancato accordo all'Eurogruppo di ieri sul piano di salvataggio della Grecia. E Moody's ha minacciato il downgrade delle tre maggiori banche francesi, BNP Paribas, Credit Agricole e Societe Generale per l'esposizione al debito greco. Come se non bastasse, poco prima della chiusura dei mercati ad accelerare le perdite ci ha pensato la Bce, avvertendo che le prospettive finanziarie in Europa rimangono "estremamente difficili". In questo contesto, chiusura in profondo rosso per le principali Borse europee, con l'indice Dax di Francoforte che perde l'1,25%, il Cac 40 di Parigi che lascia l'1,49% e il Ftse 100 di Londra che mostra un ribasso dell'1,04%.