Che non si possa più mangiare in centro a Milano con meno di 20 euro escludendo pizze al taglio, fast food e kebabbari è un luogo comune che trova ahinoi troppo spesso conferma ma anche qualche smentita. Una è al numero 3 di via Torricelli, nella zona "sbagliata" del Naviglio, dove si trova Brutto Anatroccolo, una trattoria verace e di sostanza. Creata nel 1982 da tre amici (Alberto, Alvar e Daniele) è rimasta più o meno intatta negli anni, affastellando oggetti, poster, umori e cartelli, nei quali tra l'altro si avvisa la clientela di tutto.
Il locale ha i muri bianchi e rossi, tavoli apparecchiati semplicemente, con tovaglie a scacchi, due carte: una con "i piatti fissi... o quasi" (tra i quali Salsiccia ai ferri con patatine, Praga alla piastra con senape, Scamorza in padella con rucola) e i "vini e vinelli" e l'altra, scritta a mano, con le proposte del giorno: nella sera della mia visita tra l'altro Penne al pesto di pomodori secchi e mandorle, Cotoletta impanata, Roast-beef all'inglese. Si ordina scrivendo su un foglietto piatti, sequenza di servizio ed eventuali richieste speciali (sulle quali non si garantisce). Porzioni abbondanti, sapori netti, impiattamento a dir poco basico. Ma la forza sono i prezzi: primi a 8 euro, secondi da 7 a 13, contorni e dolci (spiegati "alla voce") a 4. Il coperto non c'è e così il conto salvo appetiti mediomassimi finisce per stare miracolosamente sotto i 20 euro. Contribuisce anche la spartana carta dei vini, qualche bottiglia dai ricarichi onesti e un vinello della casa (un Cabernet e un Pinot Bianco entrambi di provenienza veneta) a 5 euro la caraffa da mezzo litro e 10 euro quella da un litro.
Il servizio è spartano al limite del brutalista,
ma la mancanza di storytelling fa parte dello storytelling. Imperdibili gli orari di apertura: a pranzo alle 12,03, a cena alle 21,03 (e chiusura alle 15 e alle 2). Aperto dal lunedì al venerdì, chiuso sabato e domenica.