L’infiammazione cronica di basso grado è anche definita “infiammazione silente”.
Nota come inflamming è una condizione infiammatoria che tende a manifestarsi sotto forma di digestione lenta, alterazione alla flora batterica, spossatezza quotidiana, improvvisa voglia di zuccheri, insonnia, difficoltà di concentrazione. Quali sono le cause dell’infiammazione di basso grado È spesso legata ad abitudini alimentari scorrette che sottopongono l’organismo ad uno stress prolungato che crea accumuli di proteina chiamati "inflammosomi”.
Quest’ultimi generano dei piccoli segnali infiammatori. Uno studio pubblicato su Nature Aging conferma quali sono gli effetti rischiosi per l’organismo di questi segnali infiammatori. A lungo andare essi possono scatenare patologie metaboliche come il diabete e l’obesità, il rischio di contrarre malattie cardiocircolatorie, problemi al sistema nervoso come nebbia cognitiva e stress prolungato.
Questo avviene perché gli inflammosomi raggiungono tessuti e organi facilitando il processo di invecchiamento a livello cellulare. Ad essere sotto accusa sono le diete chetogeniche, i digiuni prolungati e le restrizioni caloriche che creano cambiamenti a livello ormonale e metabolico. Eliminare queste cattive abitudini è il primo passo per ridurre le risposte infiammatorie che creano l’inflamming.
Come prevenire l’infiammazione di basso grado
Importante è adottare uno stile di vita sano attraverso abitudini alimentari salutari. Innanzitutto il consiglio degli esperti è quello di idratarsi adeguatamente durante la giornata. Bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno aiuta a prevenire l’infiammazione. È opportuno portarsi con sé una borraccia di acqua da sorseggiare in diverse occasioni della giornata e non soltanto durante i pasti.
Bisogna inoltre seguire un regime alimentare ricco di sostanze antiossidanti che permettono di ridurre la formazione dei radicali liberi riducendo lo stress ossidativo. Via libera quindi ad alimenti ricchi di flavonoidi, polifenoli, vitamine C ed E, omega 3 contenuti in grande riserva in frutti di bosco, agrumi, pomodori, verdure a foglia larga, spinaci, broccoli, cavoli. frutta secca, semi oleosi.
Dalla potente azione antiossidante sono anche le spezie che spesso si sottovalutano come la curcuma, lo zenzero, la cannella, peperoncino. Ottimo anche il consumo di tè verde, olio extravergine di oliva e cioccolato fondente con almeno il 70% di cacao amaro. Da evitare durante la giornata sono i picchi glicemici che alimentano l’infiammazione.
Il consiglio è di abbinare i carboidrati alle proteine, alle fibre e ai grassi buoni durante i pasti per rallentare l’assorbimento degli zuccheri.
A metà mattinata o a metà pomeriggio è importante concedersi uno spuntino a base di frutta secca o fresca di stagione anziché cedere alla tentazione di snack zuccherati.Da ridurre è il consumo di cibi ultra-processati. Il sonno infine è un vero e proprio toccasana contro l’infiammazione. Bisogna concedersi al giorno almeno otto ore di sonno di qualità.