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Insufficienza cardiaca, rischio 5 volte maggiore in alcuni casi: le donne più colpite

L’insufficienza cardiaca nelle donne ha un’incidenza diversa e delle caratteristiche specifiche rispetto allo stesso fenomeno negli uomini. Quali sono i fattori di rischio e quando rivolgersi al medico

Insufficienza cardiaca, rischio 5 volte maggiore in alcuni casi: le donne più colpite
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Che le donne e gli uomini siano biologicamente diversi non è una novità. Anche per questa ragione esiste una scuola di pensiero, in medicina, che spinge affinché ci siano più trial clinici su farmaci o terapie dedicati alle donne, in modo che le specificità biologiche vengano individuate più facilmente, per elaborare mezzi di prevenzione e cura maggiormente efficaci rispetto al passato. Uno degli ambiti in cui questa diversità emerge di prepotenza è l’insufficienza cardiaca: si stima che questo fenomeno abbia un’incidenza dell’8% nelle donne di età compresa tra gli 80 e gli 89 anni negli Stati Uniti, contro il 6,6% degli uomini per la stessa fascia d’età.

Perché l’insufficienza cardiaca è diversa nelle donne

Esistono alcune specificità delle donne che rappresentano fattori di cambiamento peculiari, come per esempio la menopausa, un “passaggio obbligato” per tutte, come del resto la pubertà, tuttavia anche un passaggio che prelude allo sviluppo di alcune malattie o di insufficienza cardiaca.

C’è da aggiungere come la stessa insufficienza cardiaca nelle donne sia in effetti diversa, come si legge nella sezione Health del sito dell’università di Harvard: nelle donne si riscontra infatti un’insufficienza cardiaca con frazione di eiezione preservata, in cui “il cuore si contrae normalmente ma i ventricoli (le sue due principali camere di pompaggio) sono rigidi e non si riempiono correttamente”.

Fattori di rischio più comuni

Senza dimenticare che alcuni fattori di rischio consistono nell’aver affrontato in passato almeno una gravidanza o aver effettuato trattamenti per patologie più comuni nelle donne, come per esempio il cancro al seno. Mentre tra le conseguenze dell’insufficienza cardiaca nelle donne si registrano infiammazione dei vasi sanguigni e del rivestimento del cuore, oltre che cambiamenti nel funzionamento dei piccoli vasi sanguigni.

“Il fattore di rischio più comune per questa forma è la malattia coronarica, ovvero l'accumulo di colesterolo nelle arterie principali. Questa condizione è più comune negli uomini che nelle donne”, chiarisce Emily Lau, professoressa associata di medicina alla Harvard Medical School e specializzata in salute cardiovascolare femminile.

Rischi maggiori per chi soffre di diabete

Ulteriori fattori di rischio “generici” sono inoltre obesità, diabete e ipertensione. “Gli uomini con diabete hanno il doppio del rischio di sviluppare insufficienza cardiaca, ma le donne con diabete hanno un rischio cinque volte maggiore”, prosegue Lau.

Per quanto riguarda i sintomi, che notati per tempo possono portare a una diagnosi precoce, essi sono:

  • fiato corto;

  • gonfiore a gambe oppure all’addome;

  • affaticamento o debolezza durante l’esercizio fisico;

  • risveglio senza fiato;

  • difficoltà a sentirsi comode a letto;

  • vertigini o sensazione di stordimento.

“Se notate che prima riuscivate a fare cose come salire e scendere le scale senza problemi, e ora qualsiasi attività vi fa sentire senza fiato o affaticati, questo è un segnale che dovreste sottoporvi a ulteriori accertamenti”, conclude Lau.

È importante comunque effettuare visite periodiche di screening cardiologico, perché alcuni di questi sintomi possono risultare subdoli: come spesso viene detto in questi

casi, la prevenzione può essere importante per la diagnosi precoce, anche nell’ottica della somministrazione di un farmaco chiamato sacubitril-valsartan, che pare avere maggiore efficacia sulle donne che non sugli uomini.

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