Berlusconi cinefilo «Quel film è un capolavoro tutti gli italiani dovrebbero andare a vederlo»

Danzica Baarìa, il film di Giuseppe Tornatore che aprirà la mostra del cinema di Venezia è un «capolavoro» che tutti dovrebbero vedere, ma non ditelo altrimenti qualcuno dirà che «ho secondi fini» visto che è una coproduzione Medusa. Silvio Berlusconi indossa i panni del critico cinematografico e scherza sul conflitto di interessi su cui tante volte l’opposizione ha puntato il dito.
«Ho visto Baarìa - ha detto il premier arrivando nell’hotel che lo ospita a Danzica, dove è giunto per il ricordo dei settant’anni dallo scoppio della Seconda guerra mondiale - ed è un capolavoro assoluto: credo sia il film che mi ha più impressionato e che sia qualcosa di cui tutti dovremmo essere orgogliosi». «Attraverso la storia di una famiglia - ha proseguito il Cavaliere - si riassume la storia italiana degli ultimi settant’anni». Berlusconi che in un recente viaggio in Tunisia era stato sul set del film, ha lodato gli attori, i personaggi, le scenografie. «Consiglio a tutti gli italiani di andarlo a vedere, perché credo sia impossibile essere italiani e non andare a vedere un film come Baarìa». Poi, come prevedendo le critiche dell’opposizione, il premier - sorridendo - ha subito aggiunto: «Mi dimentico che c’è anche la produzione della Medusa: quindi questa frase non riportatela altrimenti mi accusano di secondi fini che non avevo nel fare questa dichiarazione». Tra l’altro, ha concluso sempre con il sorriso sulle labbra, «il protagonista si iscrive al Partito comunista ma è un comunista ideologicamente puro che vuole cambiare il mondo, poi va in Russia e si accorge degli errori che il comunismo ha prodotto in Russia...».
Silvio Berlusconi in veste di critico fa subito il giro tra gli addetti ai lavori di Venezia. E i critici dei giornali stanno al gioco, anche se quelli di sinistra non perdono occasione per attaccarlo. «Credo sia una delle cose meno gravi che ha detto - è l’opinione di Alberto Crespi dell’Unità - gli do il benvenuto nella nostra categoria. Ma lo metto anche sull’avviso che non so se gli conviene. Si guadagna davvero poco». Roberto Nepoti di Repubblica invece cita François Truffaut per far capire come la pensa: «Ognuno ha due mestieri, quello che appunto fa ogni giorno e quello di critico cinematografico».

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