Roma - Immediate le repliche dell'opposizione alla manifestazione del Popolo della Libertà. Il fatto che il governo sia sceso in piazza contro la un altro potere dello Stato, cioè la magistratura, è "un attentato alla Costituzione": lo ha detto Antonio Di Pietro. "Il discorso che abbiamo sentito è da capopopolo, non certo da statista o da capo del governo. È il solito discorso che sentiamo dal 1994", ha dichiarato il leader del Pd Pierluigi Bersani. "Credo che un capo del governo che dice quel che dice scagliandosi contro istituzioni fondamentali come quella della magistratura sia un capo del governo che piccona lui gli elementi basici della nostra vita comune" ha proseguito Bersani commentando il discorso a San Giovanni del premier alla manifestazione del Pdl. "Questo è preoccupante - ha detto Bersani - bisogna ricordarlo al capo del governo che le regole vengono prima del consenso. Le regole si cambiano ma finché ci sono si rispettano. Questo è un elemento che purtroppo sfugge al nostro presidente del Consiglio".
Di Pietro: "Attentato alla Costituzione" "Tutto il governo sta aizzando il popolo contro un potere dello Stato, contro la nostra Costituzione, che si basa sulla separazione dei poteri. Oggi in piazza San Giovanni a Roma si è compiuto un attentato alla Costituzione". L’accusa è di Di Pietro, secondo cui oggi Berlusconi ha "arringato la piazza, ma si va in piazza per manifestare contro qualcosa. Ma a chi lo chiede questo 'qualcosa' se il governo sta lì in piazza. Berlusconi ha spiegato finalmente i motivi della manifestazione. Ha detto che sta in piazza contro gli attacchi dei giudici e delle opposizioni. Tutti possono andare in piazza, ma il capo del governo, in uno Stato democratico, dove c’è la separazione dei poteri, un premier che organizza il popolo contro la magistratura, non è un attentato alla Costituzione? Oggi - ha ripetuto Di Pietro - si è compiuto un attentato alla Costituzione".
Letta: "Il mondo alla rovescia" "Oggi va in scena il mondo alla rovescia: un governo che va in piazza e protesta contro
l’opposizione, invece di parlare delle soluzioni che deve proporre per il paese". Lo dice Enrico Letta,
vicesegretario del Pd, a Lecco. "Il discorso di Berlusconi, tra l’altro, è improntato a tutto tranne che all’amore. Contenuti e tonalità
sono improntati più all’odio che all’amore. Noi continuiamo a fare la nostra campagna elettorale
parlando di cose concrete, di sanità di scuole, di imprese e di lavoro", conclude.
Belisario: "Speriamo non mantenga promesse" L'Idv spara a contro l'appello del presidente del Consiglio. "Berlusconi è il campione del mondo di bugie. È incredibile quante sciocchezze sia stato in grado
di dire in appena pochi minuti. La compilazione delle liste a Roma, i fatti di Trani, il suo amore contro
il nostro presunto odio. Una serie di sciocchezze che se non fossero state dette dal capo del governo
in una piazza, in pieno stile Peron, farebbero sorridere chiunque avesse un pò di senso
dell’umorismo". Invece, secondo il presidente dei senatori dell’Italia dei Valori, Felice Belisario, "c’è
davvero di che preoccuparsi. Speriamo solo che le promesse che ha fatto non le mantenga, come ha
fatto negli ultimi 16 anni. Siamo preoccupati: la riforma in senso presidenziale della Costituzione, la
riforma della giustizia e degli organi di garanzia come il Csm, senza neanche consultarsi con le
opposizioni, è il punto di svolta verso la codificazione dell’attuale regime autoritario. L’unico modo per
fermarlo e batterlo sonoramente il 28 e 29 marzo. Questa volta - conclude Belisario - è davvero in
gioco la sopravvivenza della nostra democrazia".
Zanda: "Un milione? Centomila" "Un comizio da capopopolo, non da leader politico e men che meno da premier. In una piazza
lontanissima dai numeri annunciati. Avevano parlato di un milione sui loro giornali, prima ancora che
partissero i pullman per Roma, e ora insistono su cifre che non stanno nè in cielo nè in terra".
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