Gli atleti della nazionale olimpica olandese come Capitan Ventosa quando, con i suoi servizi per Striscia la notizia, girava per le strade della città indignandosi per le troppe buche: "Pedalare a Milano è terribile..." hanno scritto gli orange sui social dopo aver provato l'ebbrezza delle ciclabili milanesi. E dalle scorribande di Capitan Ventosa ad oggi poco è cambiato. Voragini, pavè, binari del tram, marciapiedi, ciclabili come sempre occupate da chi carica, scarica e guai a farglielo notare perchè "io sto lavorando...", auto che suonano, qualche insulto che non guasta mai... Benvenuti a Milano, "welkom" si scrive in olandese. Che poi per Jutta Leerdam e compagni lo shock è doppio visto che dalle loro parti la bici è seriamente un mezzo di trasporto, mica "chiacchiere e distintivo". E infatti il team olandese le bici le ha portate da casa. Non si sa mai. Cento, ovviamente arancioni, ovviamente perfette, ovviamente accessoriate con tanto di borsa e lucchetto perchè qui da noi "se lasci in giro una bici poi ne trovi due..." devono avergli detto. Posate le valigie al villaggio, lo staff, gli atleti del pattinaggio, dello short track della "figura" sono andati fiduciosi alla scoperta della città pedalando verso la Staatsloterij TeamNl Huis, Casa Olanda allestita al Superstudio Più in via Tortona nel cuore del Fuorisalone quando la città è Mobile: cinque, sei chilometri che valgono una "Roubaix"...
Non è andata benissimo che è un modo carino per dire che non è andata bene per niente. Pedalare da noi agli olandesi non piace. E suona come una sentenza. Milano non è Amsterdam: ce l'avevano fatto credere e forse c'eravano un po' montati la testa...