Bocelli entra nella leggenda la sua stella brilla a Hollywood

Los AngelesLa stella di Andrea Bocelli, il cantante italiano più amato in America, da ieri brilla sulla celeberrima Walk of Fame di Hollywood che onora gli artisti del cinema, della musica e della televisione più importanti di tutti i tempi. Il tenore toscano fa parte del ristretto gruppo di italiani che hanno il proprio nome incastonato nel marciapiede dei sogni, tra cui i cantanti Enrico Caruso, Beniamino Gigli e Renata Tebaldi, il maestro Arturo Toscanini, e Rodolfo Valentino, Anna Magnani, Sophia Loren, Bernardo Bertolucci.
«Non ho pensato ai nomi di chi mi ha preceduto su Hollywood Boulevard», ha confessato Bocelli «altrimenti non mi sarei presentato alla cerimonia. È stato un momento emozionante. Gli altri italiani che hanno avuto una stella prima di me sono tutti miei maestri, personaggi che mi hanno ispirato e dato la voglia di lanciarmi in questa carriera. Ma rimane un’enorme distanza tra me e loro, e non mi paragoneri mai ad essi. Per me questa stella simboleggia innanzitutto l’affetto che il pubblico americano nutre nei miei confronti e che io avverto durante i concerti e per strada quando mi salutano. L’America ha un pubblico straordinario, che ama la musica, che viene ai concerti con animo libero, con lo scopo di acquisire qualcosa anche spiritualmente, e che nel contempo si diverte. È un pubblico che se ti vuole bene te lo fa sentire. Per me la stella è questo, e sono felicissimo di averla ricevuta».
La cerimonia di dedica della stella, situata davanti allo storico Roosevelt Hotel, è avvenuta davanti a un folto pubblico di fan e con la partecipazione del coro della Adderley School for the Performing Arts. Padrino dell’evento è stato David Foster, produttore di star come Barbra Streisand, Whitney Houston, Josh Groban e Michael Bublé, che ha collaborato con Bocelli per il singolo The Prayer, un duetto con Céline Dion, e gli album Amore e My Christmas, la raccolta di canzoni natalizie che ha venduto oltre 4 milioni di copie. Per Bocelli il prestigioso riconoscimento arriva dopo un tour in Nordamerica che ha registrato il tutto esaurito, e la partecipazione ai Grammy dove ha cantato con Mary J. Blige per raccogliere fondi in favore dei terremotati di Haiti.
A Los Angeles per sole ventiquattr’ore, Bocelli ha anche partecipato alla serata in suo onore svoltasi lunedì nell’ambito del festival Los Angeles-Italia, la rassegna di cinema, musica ed arte italiana ideata e promossa da Pascal Vicedomini, durante la quale è stato presentato il documentario Andrea Bocelli - La storia dietro la voce di Rosie Kingham, mentre martedì è stata la volta di Andrea Bocelli - The Italian Tenor di Vincenzo Mollica. Il pubblico del mitico teatro cinese di Hollywood ha accolto l’entrata in sala del tenore con una lunghissima standing ovation, e molte delle sue performance nel documentario hanno provocato applausi a scena aperta. Dopo la proiezione Bocelli e Foster hanno ricevuto il premio Los Angeles Award dalle mani di Rosario Dawson e di Gabriele Salvatores. Lo stesso premio era stato assegnato la sera precedente anche a Quentin Tarantino e a Enzo G. Castellari in occasione della cerimonia di apertura del festival, che è stato inaugurato dalla proiezione congiunta, la prima in assoluto, di Quel maledetto treno blindato e Bastardi senza gloria, l’ultimo lavoro di Tarantino ispirato al film cult di Castellari.
Bocelli ripartirà in tournée in aprile, con concerti in Nord Europa e Asia, per poi tornare sul suolo americano in novembre e dicembre per una serie di recital a Los Angeles, New York, Las Vegas, Atlantic City e Boston. Mentre per il prossimo disco i fan dovranno attendere: «Devo superare la fatica del disco di Natale, che è andato benissimo e mi ha tenuto molto impegnato», ha detto Bocelli, «e quindi il prossimo disco sarà solo per l’anno prossimo».