Bologna, donna uccide i suoi due figli e si suicida

Erika Mingotti, 34 anni, accoltella e affoga nel sonno i suoi due bambini, di cinque e sei anni. Poi si è tolta la vita. Soffriva di depressione per la separazione dal marito

Bologna, donna uccide 
i suoi due figli e si suicida

Bologna - Un dramma nato dalla disperazione ha sconvolto Castenaso, comune alle porte di Bologna. Una donna di 34 anni, Erika Mingotti, ha ucciso i suoi due figli, Alessio di sei anni e Arianna di cinque, nella loro abitazione. Poi si è suicidata, buttandosi dalla terrazza al secondo piano di una palazzina di via Mazzini, nel centro del paese. All’origine del raptus si ipotizza ci sia stata una forte depressione che aveva colpito la donna dopo la separazione dal marito, di 41 anni, avvenuta circa un anno fa.

L'ultima lettera Gli inquirenti stanno valutando la lettera che Erika Mingotti, che ha anche cercato di tagliarsi le vene, ha lasciato. Parole da cui, a quanto si è appreso, traspaiono solitudine e depressione di cui si sentiva vittima. Problemi "familiari e personali", non di natura economica. Ancora da chiarire la dinamica del delitto.

La dinamica I due bambini sono stati accoltellati, forse storditi prima con sonniferi. A dare l’allarme sono stati i vicini, che hanno sentito il tonfo del corpo caduto in strada. I carabinieri della compagnia di Medicina e del Reparto operativo hanno poi trovato i corpi dei due piccoli sul letto, erano bagnati. 

Dramma familiare Ultimamente, ha spiegato un vicino di casa che ha detto di non aver saputo di problemi di depressione, Erika era dimagrita. Portava ogni giorno i figlia a scuola e, ha aggiunto, "sicuramente non era semplice per una donna con due bimbi piccoli gestire la famiglia e andare a lavorare, era una che sgobbava". Un’amica, Mariangela, la ricorda "dolce, calma, tranquilla, mai trasandata. Anche dopo la separazione era sempre una donna molto curata". E che curava i bambini. Alessio aveva da poco iniziato la prima elementare a Castenaso, ed Erika, chiacchierando pochi giorni fa, le aveva detto di essere riuscita a risparmiare sulle spese del corredino scolastico del bambino utilizzando i punti della raccolta al supermercato per prendergli lo zainetto. Un racconto che aveva colpito l’amica per pragmatismo e forza d’animo, peculiari in una donna da poco uscita da una separazione.

Problemi psicologici Ma qualcuno forse un’ombra l’aveva intravista. Un’altra conoscente ha raccontato questa mattina al vicesindaco di Castenaso, Andrea Biagi, di avere di recente consigliato a Erika di ricorrere ad un aiuto psicologico. L’aveva fatto, ha spiegato la conoscente, proprio perché anche lei, passata da una separazione, sapeva quanto fosse difficile come momento. Biagi, che ha anche la delega ai servizi sociali, ha aggiunto che non risulta che la donna fosse seguita dai servizi di igiene mentale di Budrio, e che il marito, a marzo, aveva invece chiesto informazioni al Comune sulle procedure per ottenere una casa popolare poiché il giudice aveva assegnato la casa a moglie e figli.

Il precedente L’ennesima strage familiare arriva a poche settimane da una simile, in un’altra cittadina dell’Emilia-Romagna, Sabbione, alle porte di Reggio Emilia. Nella notte tra il 30 e il 31 agosto Davide Duò, 47 anni, ex operaio ceramista disoccupato, seguito dai servizi di igiene mentale, ha ucciso nel sonno con mazzetta e coltello moglie e due figli, di 19 e 4 anni, ferendo gravemente la padrona di casa che li ospitava. Dopo aver ingerito farmaci e alcol, si è lanciato dalla finestra. È tuttora in coma.

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