Bologna, il Pd è travolto: Delbono lascia

Dopo lo scandalo dei soldi pubblici spesi in viaggi all'estero con l'ex segretaria e compagna Cinzia Cracchi, il sindaco ed ex vice governatore dell'Emilia Romagna costretto dal partito alle dimissioni: &quot;Torno all'università&quot;. Prodi: &quot;Gesto di grande sensibilità e responsabilità&quot;. La rivincita dell'amante scaricata: <strong><a href="/interni/la_rivincita_dellamante_scaricata_ma_non_mi_sento_responsabile/26-01-2010/articolo-id=416626-page=0-comments=1">&quot;Ma non mi sento responsabile&quot;</a></strong>

Bologna - Delbono ha deciso di dimettersi. "Torno all'università", dice in conferenza stampa. I guai non vengono mai soli. Se il fronte Puglia si è appena aperto per i democratici, quello di Bologna si potrebbe chiudere. Dopo il "Cinzia-Gate" i vertici del partito, Bersani ufficialmente e Prodi dietro le quinte, chiedono un passo indietro al sindaco, ex vice governatore dell'Emilia Romagna. "Ha già deciso di dimettersi" annunci il capogruppo Pd in Comune, Sergio Lo Giudice, dopo l'incontro con il primo cittadino. "Modi e tempi saranno decisi" ha aggiunto Lo Giudice. In ballo c’è l’approvazione del bilancio 2010, la cui discussione in Consiglio comunale è prevista per la fine di questa settimana. Per il consigliere comunale di Sinistra per Bologna, l’ex magistrato Libero Mancuso, "Delbono è un uomo addolorato e ferito".

Delbono se ne va "Ho già deciso in piena coscienza che rassegnerò le dimissioni dalla mia carica. Lo dico oggi qui nella sede istituzionale più alta della città, qual è l’aula del consiglio comunale". Così Flavio Delbono, indagato per peculato, abuso di ufficio e truffa aggravata, ha annunciato alla città le sue dimissioni. All’origine della sua decisione, ha spiegato, il fatto che "i modi e i tempi richiesti per difendermi eventualmente in sede giudiziaria, rischiano di avere ripercussioni negative sulla mia attività di sindaco". E per spiegare la nuova decisione rispetto all’intenzione di non dimettersi nemmeno in caso di rinvio a giudizio annunciata sabato scorso, ha aggiunto: "La storia di questa città e la lunga tradizione di impegno civico fanno sì che a Bologna ci sia una cultura diversa rispetto alle altre città. Bologna per me viene prima di tutto".

La Cracchi: "Giusto così" "Delbono ha preso la sua decisione. Credo che in questo momento sia la decisione giusta per la città". Questo il primo commento alla notizia delle annunciate dimissioni del sindaco fatto da Cinzia Cracchi, l’ex compagna ed ex segretaria in Regione di Delbono, alla base della vicenda giudiziaria. La dichiarazione è stata diffusa dal suo difensore, avvocato Guido Clausi Schettini.

Le voci Si sono rincorse dal mattino in Comune a Bologna le voci su possibili dimissioni di Flavio Delbono. Il primo cittadino verso le 13 ha chiamato a rapporto i quattro capigruppo di Pd, Idv, Sinistra per Bologna e Prc, cioè la coalizione che lo sostiene. Poco prima erano entrati nel suo ufficio il capo di gabinetto Giuseppe Cremonesi e la segretaria generale Caterina Grechi: "Non posso dire nulla" aveva dribblato i giornalisti la donna scura in volto. In precedenza Delbono ha visto anche il suo avvocato Paolo Trombetti. Le voci sulle possibili dimissioni sono arrivate anche dall’interno del Pd: nel partito molti sono convinti che sia meglio che Delbono si faccia da parte per evitare un logoramento politico e mediatico.

La pressione di Bersani "Delbono ha detto che Bologna ha la priorità su tutto e noi siamo d’accordo con lui". Così il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, è intervenuto oggi alla direzione del partito sul Cinzia-Gate, ricordando che tra poco il sindaco terrà una conferenza stampa. Bersani ha anche parlato di "strumentalizzazione da parte della destra".

Prodi: "Grande sensibilità" "Le dimissioni di Delbono sono un gesto di grande sensibilità nei confronti di Bologna. Dimostrano un senso di responsabilità verso la comunità che va al di là dei propri obblighi e delle proprie convenienze. Delbono ha confermato, a differenza di altri, di saper mettere al primo posto il bene comune e non le sue ragioni personali. Ora sarà più libero e forte nel dimostrare la propria estraneità ai fatti che gli sono contestati e potrà essere anche in futuro una risorsa per la politica italiana". Queste le parole di Romano Prodi a commento della decisione del sindaco di Bologna di rassegnare le dimissioni.

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