Buffon: "Sono contento se ci danno per spacciati"

Mondiali in Sudafrica, due giorni al via. Gli azzurri nella notte da Milano a Johannesburg. Oggi primo allenamento sull’altipiano. Il ct, in compagnia di Cannavaro, in ritardo di 3 minuti all'hotel a pochi km da Malpensa

Buffon: "Sono contento  
se ci danno per spacciati"

Dopo le polemiche e i dubbi che attanagliano Marcello Lippi - dal rebus modulo alla condizione fisica di alcuni elementi - anche i campioni del mondo in carica sbarcano al Mondiale. L’avventura dell’Italia è iniziata ieri sera poco dopo le 23 quando il Boeing 777 dell’Alitalia (partner ufficiale azzurro in Sudafrica) è decollato da Milano Malpensa direzione Johannesburg. Poco più di nove ore di volo, nella stiva anche quintali di prodotti alimentari che dovranno durare, nella migliore delle ipotesi, per tutta la manifestazione.

Da Johannesburg gli azzurri si sposteranno sull’altopiano di Gauteng, a 18 chilometri da Pretoria, nel ritiro esclusivo del Leriba Lodge, quartier generale della Nazionale presidiato da 40 agenti (20 pubblici e 20 di polizia privata). Ogni trasferta sarà poi tutelata da 30 uomini. Oltre alle forze locali, ci saranno le 12 persone inviate dall’Italia per decisione del Viminale. «La sicurezza degli azzurri sarà garantita al 200%», ha puntualizzato ieri il ministro dell’Interno Maroni. L’incidente diplomatico dopo le dichiarazioni di Daniele De Rossi per la tessera del tifoso era stato già chiuso a Bruxelles: al ritorno nel ritiro azzurro, Roberto Massucci, braccio operativo del Viminale, è stato accolto da un abbraccio del ct Marcello Lippi. Proprio Massucci e Pietro Ieva coordineranno il lavoro degli «angeli custodi» italiani. Niente familiari al seguito, almeno nella prima fase, anche se l’apparato di sicurezza creato intorno agli azzurri è pronto in ogni caso a diventare operativo anche per eventuali arrivi dall’Italia. Oggi primo allenamento alle 15.30 al Southdowns College di Irene a Centurion, due ore più tardi la conferenza stampa di Lippi a Casa Azzurri al Cornwall Hill College di Nellmapius Drive.

Proprio il ct, giunto in compagnia di Cannavaro, è uno dei ritardatari (per la verità solo 3 minuti e mezzo sull’orario previsto) al raduno dell’hotel Villa Malpensa, a pochi chilometri dallo scalo milanese. I primi ad arrivare sono stati i sardi Andrea Cossu e Gigi Riva: il primo sarà il 24° della truppa, a rischio taglio già domenica se Camoranesi e Pirlo daranno garanzie fisiche al ct; il secondo si prepara al suo decimo Mondiale dopo i tre da giocatore (con il 2° posto nel 1970), uno da inviato della Rai e cinque da dirigente con il trionfo di Berlino 2006. Gli ultimi, pochi minuti prima del buffet allestito in albergo a base di verdure grigliate e tagliata, Montolivo, Gilardino e Chiellini.
«Mentre viaggiavo in aereo da Praga (dove ha trascorso le ultime 48 ore di riposo con la moglie Alena Seredova e i due figli, ndr) avevo già un po’ di tensione, significa che ci stiamo avvicinando all’appuntamento - così Gigi Buffon -. In molti ci danno per spacciati? Non può che farci piacere perchè significa che non c’è nulla da perdere...».

Il portierone azzurro è appena diventato un «centenario» della Nazionale e sarà ancora uno dei leader del gruppo. «L’emozione più grande, che è anche la paura più grande, è quella di rivivere le emozioni di quattro anni fa, che sono state forti, ma sono state anche un mix di tensione e ansia - sottolinea il numero uno azzurro -. Credo che servirà una condizione psicofisica ottimale per poterle sopportare». C’è un ruolo di campioni in carica da onorare. «Ci sono grandissime Nazionali composte da grandissimi giocatori che meritano rispetto incondizionato, se vuoi fare strada prima o poi qualche Nazionale di livello la incontri. Comunque quello azzurro è un gruppo che sa quello che vuole e ha le idee molto chiare. Nello sport bisogna saper accettare la sconfitta se ci sarà, ma con la consapevolezza di aver fatto il massimo».

Zambrotta ha parlato di un gruppo che è «un bel mix di gioventù ed esperienza», Quagliarella ha confessato in un’intervista a Chi di sentirsi il «piede già caldo», i deb Maggio e Marchisio sono emozionatissimi. Lo juventino, protagonista della polemica sull’inno nazionale scoppiata sul web della quale il calciatore ha già fornito la sua versione, ha voltato pagina: «Le polemiche? Le fate voi, noi siamo concentrati solo sul nostro obiettivo e sul lavoro, ci interessa soltanto questo. Personalmente non vedo l’ora di arrivare in Sudafrica dove dobbiamo difendere il titolo di campioni del mondo. Andiamo a fari spenti? Anche nel 2006 è successa la stessa cosa con Calciopoli, speriamo che porti fortuna. La preparazione a Sestriere darà i frutti al Mondiale, aspettiamo di andare lì per vedere come si lavora». E per rimanerci il più possibile, avversarie permettendo.

Immagine strip mobile Immagine strip desktop e tablet

Commenti