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Cucina

ByIT, un intimo cocktail bar vince con la pizza sottilissima

ByIT è un locale del gruppo creato una decina di anni fa da Alessio Matrone e Danilo Caruso

ByIT, un intimo cocktail bar vince con la pizza sottilissima

Un cocktail bar intimo e salottiero, dominato da un bancone centrale, dai colori caldi e chiari, quasi uno speakeasy, perché una pesante tenda lo isola dal via vai di Brera (al 32 di via Fiori Chiari). ByIT si pronuncia in inglese come la parola byte, morsi, bocconi. Perché qui con i drink si mangiano piattini che possono essere mangiati con le mani o al massimo con una pinzetta.

ByIT è un locale del gruppo creato una decina di anni fa da Alessio Matrone e Danilo Caruso, che hanno anche avuto una stella qualche anno fa con IT ma che non vogliono giocare la partita del fine dining ma quella di una ristorazione accurata ma rilassante e leggera. Lo dirige il bravo Dario Schiavoni, romano sveglio e dall'iconico baffo. La lista del cocktail ruota su quattro classici (Negroni, Margarita, Daiquiri e Highball) che sono realizzati ciascuno in tre edizioni: quella ortodossa, una più leggera e una più gastronomica. Tra i «signature» il Mustacchioni con tequila e Campari, completato da un biscotto/baffo. Il cibo è realizzato da Romualdo Palladino. La cosa più interessante è una pizza sottilissima, aerea e digeribile, come quella storica all'acqua dell'Aurora di Capri. Ho assaggiato la Margherita e la Donna Sofia con friggitello, pomodorino giallo e peperoncino. Prima Crocchette di asparagi con guanciale e gamberi rossi di Mazara, qualche meravigliosa fetta del prosciutto D'Osvaldo da Cormons, affumicato in legno di ciliegio, un Ceviche di ricciola con leche de tigre al cocco, un Taco interattivo (nel senso che è lo stesso cliente a comporlo) con hummus di piselli, fave, edamame, tapenade pomodoro e lo «spicy» del togarashi, un Finto Katsu Sando con ossobuco e midollo.

Da ByIT si sta molto bene, non si viene per fare aperitivo o per cenare, ma per trascorrere tempo di qualità vedendo quello che succede. E il bancone induce naturalmente alla condivisione di chiacchiere e pensieri.

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