Cade dal quarto piano Si salva per miracolo

Il bimbo di 4 anni era in casa solo con un amico. È in prognosi riservata, ma se la caverà

Un volo di oltre dieci metri, il tonfo sordo e poi il pianto diritto e le grida di dolore. E poi quel bambino di quattro anni steso a terra nel cortile interno del condominio, terrorizzato. Subito soccorso dai sanitari è stato intubato e sedato e portato a Niguarda dove è stato immediatamente portato in sala operatoria. Le sue condizioni sono gravissime, prognosi riservata, ma secondo i medici non correrebbe pericolo di vita.

Via Vincenzo da Seregno, stradone periferico nel quartiere Bruzzano, attraversata dai binari del tram 179 che fanno da spola con l’ospedale di Limbiate. Al civico 4 c’è un palazzo si sette piani, costruito negli anni Sessanta, l’ingresso, stretto tra un bar e un bar e un punto vendita OVS. Il portoncino, una vetrata con intelaiatura in metallo, si apre poi in un cortile interno, dal quale si dipartono due scale, dove vivono una cinquantina di famiglie. Al quarto piano di una di queste abita una signora con due figli di 11 e 16 anni. Ieri la donna ha invitato a pranzo un’amica che aveva portato con sé anche il figlioletto di poco più di 4 anni, è nato infatti nel 2006. Le due donne verso le 14 sono uscite, lasciando i tre ragazzi a casa con le solite mille precauzioni. In particolare rivolte al più grandicello a cui era stato raccomandato di non lasciar soli i più piccoli. Il sedicenne ha visto però che il fratellino e il bambino stavano giocando tranquillamente sul terrazzino, approfittando della giornata primaverile, e ha deciso di assentarsi per qualche minuto. E alle 14.20 circa, la disgrazia.

Il ragazzino più grande lascia l’amichetto sul poggiolo ed entra per bere un bicchiere d’acqua. Quanto torna fa appena in tempo a vederlo in punta di piedi in precario equilibrio su uno scatolone. Non fa in tempo a intervenire che il bimbo si sporge troppo, perde l’equilibrio e cade giù. Un volo di oltre quattro metri e l’atterraggio, per niente morbido, sul cemento del cortiletto interno. Parte immediato l’allarme. Dal vicino ospedale Maggiore, sede della centrale operativa del 118, parte un’ambulanza e un’auto medica. I dottori raccolgono quel fagottino pensando il peggio, invece il piccolo è vivo e reagisce. Anzi è vigile, spaventatissimo, piange sommessamente, piegato in due dolore. Viene «stabilizzato», come si dice in gergo medico, cioé intubato e bloccato con un collarino, quindi sedato, messo sulla lettiga e spedito a sirene spiegate verso Niguarda.
Le prime analisi radiologiche evidenziano per il momento solo la frattura del femore e importanti lesioni al torace. Il bimbo infatti respira con fatica. Solo i successivi controlli, con strumenti più sofisticati come la Tac, potranno in ogni caso stabilire con esattezza l’entità dei danni riportati dal bimbo. Intanto c’è solo il tempo per allestire una sala operatoria per un intervento d’urgenza che prosegue fino a tarda ora. Ultimata l’operazione chirurgica, il medici ovviamente non sciolgono la prognosi che rimane super-riservata, ma sembra non corra pericolo di vita. E comunque già il fatto sia sopravissuto a un simile volo, un vero miracolo, lascia aperto più di uno spiraglio di speranza.

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