Dall’Italia a Liverpool per un'amichevole: quegli italiani innamorati del calcio inglese

L’incredibile storia di un gruppo di ragazzi italiani che hanno affittato lo stadio del Marine, dove giocò il Tottenham in Fa Cup nel 2021, per disputare un'amichevole

Il Calcio Inglese (Instagram)

È una storia pazzesca, da ultimi romantici di un calcio che non conosce latitudine e longitudine. Un gruppo di ragazzi italiani si è organizzato rispondendo presente all’invito lanciato dalla pagina Instagram Il Calcio Inglese per disputare un'amichevole a Crosby, un paesino a nord di Liverpool, nel medesimo stadio che il 10 gennaio 2021, in piena pandemia da Covid-19, ha visto scendere in campo il Tottenham guidato ai tempi da José Mourinho.

Marine vs Tottenham
Il Calcio Inglese (Instagram)

Il progetto del Marine Afc

La storia del Marine Afc sta tutta qui, in quei 90 incredibili e irripetibili minuti: grazie ai soldi dei diritti televisivi ottenuti dalla partita con il Tottenham e alla vendita di oltre 33 mila biglietti virtuali - a causa del Covid ancora non si poteva giocare a porte aperte - il club ha completamente rifatto il bar adiacente allo stadio trasformandolo in una clubhouse moderna e il manto erboso, sostituendo il precedente terreno con un sintetico di ultima generazione che permette di ospitare eventi 365 giorni l'anno.

La logica è piuttosto semplice dunque: più eventi e attività vengono svolte, più il club guadagna. Più il club guadagna, più sopravvive, visto che a questi livelli - parliamo di una lower league, in Italia con le dovute proporzioni saremmo in Promozione - le squadre vivono grazie ai volontari e alla vendita dei biglietti (spesso pochi).

Dalla vivavoce di chi ha organizzato la giornata capiamo di più sui motivi della scelta e da dove nasce questa passione, prima di addentrarci nel racconto della giornata. La pagina social Il Calcio Inglese conta oltre 200mila mi piace su Facebook e oltre 88mila followers su Instagram. Chi la amministra è colui che l’ha fondata, Andrea, ragazzo veneto di 31 anni. Ci racconta da dove parte la sua passione e focalizza tutto in due momenti principali. Siamo nel 2005, quando la prima Adsl da casa rende tutto più veloce, Andrea incappa nel video della terza squadra di Manchester, l’Fc United Of Manchester; il secondo momento nel 2008, quando si reca per la prima volta in uno stadio d’oltremanica: siamo ad Upton Park e provare a descrivere le sensazioni che si vivono non renderebbe giustizia alle emozioni uniche che un posto come Upton regala.

Andrea entra nel racconto di come nasce l’idea della pagina social: “Ho iniziato con Facebook ma presto siamo passati su Instagram. La costanza ha trasformato il tutto in un'ossessione per il raccontare. La particolarità è stata quella di concentrarsi sulle serie minori ma non possiamo non soffermarci sulle tante sorprese come il Leicester di Ranieri nel 2016, risultati come questi amplificano la cassa di risonanza della pagina stessa. L’idea dei viaggi e delle partite, nasce dalla voglia di dare vita alla materia, di trasformare un'idea in concretezza. Tutti i viaggi che abbiamo fatto si sono trasformati in una scampagnata fra amici e anche oggi lo sta diventando. La cosa più bella di questi viaggi, però, resta l’accoglienza dei padroni di casa, l’orgoglio di mostrare ciò che hanno, chi sono e come percepiscono il sabato pomeriggio. Di come vivono, ogni giorno durante la settimana, l’avvicinamento alla partita. Non conta in che campionato giochi, qui il calcio va di gran lunga oltre”.

Squadra Neri
Il Calcio Inglese (Instagram)

I protagonisti

Mentre salutiamo Andrea troviamo alcuni partecipanti intenti a riscaldarsi. Fra loro c’è chi è alla prima esperienza e chi, invece, ha già partecipato svariate volte. Il primo che incontriamo è Andrea, 34 anni da Taranto che vive a Birmingham da ormai 8 anni. Nella vita fa il Data journalist in ambito puramente sportivo, occupandosi delle statistiche in tempo reale durante i match. Andrea è anche radiocronista e parallelamente a questa professione fa anche il doppiatore, passione che coltiva fin da bambino.

Ci racconta delle esperienze passate e del rapporto con quelle odierne: “La vivo in maniera molto interessata e allo stesso tempo con grande curiosità ed entusiasmo. Conosco benissimo il percorso di crescita della pagina Il Calcio Inglese e rimango affascinato da come la community cresca e si solidifica giorno dopo giorno. Sarà interessante conoscerci a vicenda e mettere volti e voci a nickname e profili che spesso interagiscono all'interno della community”. Gli chiediamo se ha una squadra del cuore oltremanica e prontamente risponde: “Da quando vivo in Inghilterra mi sono particolarmente affezionato al Leicester, anche perché per motivi prettamente lavorativi è la squadra che seguo maggiormente”.

E proprio questo fil rouge con Leicester che ci porta a conoscere Dany, che vive proprio a Leicester dal 14 luglio 2021 e, quindi, proprio sabato ha festeggiato i due anni in Uk con questa partita. “Io vivo a Leicester, dove lavoro tra l’altro per il club di calcio. Sono uno studente universitario e gioco con la squadra dell’Università dato che i campionati studenteschi sono comunque ben organizzati e hanno ottime strutture. La pagina l’ho conosciuta tramite un amico quando avevano organizzato la partita ad Elland Road (lo stadio del Leeds, ndr), successivamente ho partecipato a Manchester con l’Fc United”, rivela.

Accanto a Dany troviamo Davide da Torino, 21 anni e anche lui trasferito a Leicester per motivi di studio: “La passione per il calcio inglese è venuta da sola, soprattutto in questi ultimi sei mesi perché mi sono trasferito a Leicester per studiare. Non ho mai vissuto il calcio inglese in Italia come lo sto vivendo ora in Uk, per me è tutto nuovo. Quindi come primo ricordo voglio citare qualcosa di recente cioè la vittoria da parte del Manchester City della Fa Cup contro il Manchester United. Lo sento come primo ricordo perché negli ultimi mesi sono diventato molto amico con un tifoso del City che viene dalla Corea e che frequenta la mia stessa facoltà. La passione per il calcio, invece, viene da mio zio e dalla mia città natale: sono granata come lui, che è un tifoso sfegatato”.

Squadra Rossi
Il Calcio Inglese (Instagram)

Da Leicester rotoliamo verso sud fino a Londra con Enrico, 42 anni, che è arrivato fino a Crosby con il figlio, che ha addosso la maglia numero 77 del Napoli e che gioca nell’Under 7 del West Ham, segno indiscutibile di una visceralità che in Italia conosciamo bene: “Ovviamente nato a Napoli tifo Napoli, non so come fanno alcuni a scegliere diversamente. Da quando mi sono trasferito a Londra ho fatto l’allenatore per dieci anni in un club a Fulham, vincendo trofei sia con i bambini che con gli adulti. Poi con la pandemia ho cominciato con il club della mia zona, Stoke Newington, ed è diventato il mio business principale. Alla fine del primo lockdown formammo il club e insieme ai bambini decidemmo di chiamarlo Stokey United. Essere il proprietario di un club di calcio è una sensazione bellissima, anche se si tratta di grassroots e di bambini. E siamo ancora piccoli con sei squadre maschili e tre femminili”.

Le squadre stanno per entrare negli spogliatoi per prepararsi a scendere in campo quando incontriamo Erik che oggi difenderà la porta dei rossi. Erik ha 31 anni e vive ad Hyde, vicino Manchester e subito ci confessa che poco più di un mese fa si è trovato davanti alla scelta fra Inter e City: “In Italia tifo l'Inter sin da bambino (Erik viene da Saronno, in Lombardia, ndr) in Inghilterra invece simpatizzo per il Manchester City perché è la squadra tifata dalla famiglia della mia compagna. Sono venuto a conoscenza della pagina su Instagram quasi per caso, seguendo tante pagine calcistiche mi sono imbattuto nei loro post. Ho allenato anche io come il mio compagno di squadra Enrico i bambini per un paio d'anni perché mi é sempre piaciuto insegnare e aiutare, e credo che il calcio a livello giovanile sia la cosa più bella perché alla fine i bambini giocano per puro amore per il calcio, ed é veramente bello tornare a casa con il sorriso avendo passato.

Mentre cala il sipario sul riscaldamento e contestualmente finiscono le nostre chiacchiere con i giocatori, ci scambiamo un segno d’intesa con Tom King, arbitro ufficiale Uefa e della English Fa, che dirigerà il match: “Sono carico e curioso, mi diverto sempre quando ci sono gli italiani in campo, sono passionali. Solitamente ne becco solo qualcuno sporadicamente, oggi lo sono tutti, sarà divertente”.

Tom King
Il Calcio Inglese (Instagram)

Tutti in campo

Ognuno la loro storia, la loro motivazione. Abbiamo ascoltato molte più voci e ognuna meriterebbe molto più spazio e più attenzione. Eppure tutte queste facce, questi volti vogliosi di scendere in campo trasudano speranze antiche, pure e cristalline come il calcio ad un pallone tirato da un bambino.

I novanta minuti scorrono nel più classico dei modi inglesi: si parte col sole, si passa alla pioggia e si chiude con il vento gelido. Tredici gradi nella Merseyside oggi. Il match è piacevole e prevede anche due cooling break - dovuti alla tenuta fisica dei partecipanti e non alla temperatura - e termina con un 3-2 in pieno recupero per la squadra vestita di nero. Qualche curioso dalle case adiacenti lo stadio fa partire qualche timido applauso ma sono gli abbracci di perfetti sconosciuti in campo ad emozionare anche chi, fra dirigenti, tifosi e volontari del Marine ha assistito al match. Dopo una rapida doccia, è il momento di un pasto caldo e una bibita nella clubhouse per i ragazzi: la scelta è fra scouse - piatto tipico di Liverpool a base di patate e carne (spezzatino, ndr) - e il più classico degli hamburger.

Ultimato il pasto sono il presidente del Marine e l’Ad a portare i ragazzi in giro per lo stadio, fra trofei, gagliardetti di match importanti - come quello citato con il Tottenham e anche una amichevole del 2006 proprio contro il Liverpool - prima di accompagnare i due team sugli spalti per assistere all’amichevole fra i padroni di casa e il Blackpool, squadra di League One (la nostra Serie C), che finisce 2-1 per il Marine.

Winning Team
Il Calcio Inglese (Instagram)

La lezione del calcio inglese

Verso le 17:30 ora locale arriva il momento dei saluti per i ragazzi ma non dell’addio. La voglia di ritrovarsi è tanta, quella di partecipare ad un altro evento in qualche altro campo diventa una sorta di promessa.

La storia di questo gruppo di ragazzi si intreccia, innegabilmente, con quella del Marine Afc. Essa rappresenta appieno l’esempio perfetto per descrivere il fascino e la bellezza del calcio inglese. Di quel calcio di periferia, dove sette giorni su sette si vive di calcio e non si parla d’altro. Quel calcio romantico che in Italia troviamo in alcune piazze di provincia, specialmente nel meridione. Quel calcio che tiene svegli la notte, che fa sognare anche gli adulti come fossero ancora bambini. L’esperienza di sabato ha dato modo di rendere omaggio ad una realtà come quella del Marine ma, soprattutto, al calcio nella sua accezione più pura.

Un grande scrittore come Albert Camus disse che “Non c’è un altro posto al mondo dove l’uomo è più felice che in uno stadio di calcio”. A vedere le facce di chi vi sta raccontando questa meravigliosa storia, forse, anche una citazione potrebbe diventare riduttiva per descrivere questo meraviglioso collettivo.

Facce che ci dicono che si nasce partecipi e non protagonisti e in qualche modo, forse, testimoni e che ci si può sentire, anche e soprattutto attraverso piccoli gesti come quello di sabato scorso, dolcemente inseriti nella storia di una squadra di calcio. Una storia da innamorati.

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