Gratis ai Mondiali da 24 anni: ecco come ci riesce

Questo premio, ambitissimo, lo hanno vinto soltanto due persone nel mondo, una di queste è l’ecuadoregna Maria de Jesus Pinagorte Zambrano

Maria con i ricordi delle rassegne iridate
Maria con i ricordi delle rassegne iridate

Quando riaggancia la cornetta del telefono deve restare in piedi a fissare il muro per un paio di minuti abbondanti, le pupille sgranate, la lingua che scandisce in un loop latino due parole traballanti: “Ma cosa?”. Nel 1998 Maria de Jesus Pinagorte Zambrano ha quarantaquattro anni. Vive in Ecuador con la famiglia da quando ha memoria: non ha mai salito la scaletta di un velivolo. Mai calpestato un posto diverso da casa. Non sì è dunque, nemmeno, mai scodellata una ciotola di Ramen in Cina o un piatto di lasagne in Italia. Non chiedetele di New York o Los Angeles, perché non ci ha mai messo piede. Ignora, la Zambrano, gli usi e i costumi dei popoli dell’Oceania. Altri segni particolari: ha appena vinto un concorso indetto dalla Coca Cola: potrà assistere ai Mondiali di calcio gratis, insieme ad un accompagnatore, per il resto della vita.

Spiffera veloce la notizia a suo marito Rodolfo, che ci crede meno di lei. Del resto simili allineamenti celesti hanno cadenze impossibili da intercettare. Non a caso, in un mondo che scala le marce verso gli 8 miliardi di inquilini, è un privilegio che aderisce soltanto a due persone. L’altra si trova in Perù. Comunque Maria devono richamarla tre volte per convincerla che non si tratta di uno scherzo. Alla fine realizza, ma il Mondiale francese è alle porte e lei non ha nemmeno il passaporto. I legali della Coca Cola - quelli che l'avevano chiamata per comunicarle l'impensabile notizia con un serafico: "Ha presente quel concorso a cui ha partecipato? Bene, lei ha vinto" - la assistono per spremere i tempi: in tre giorni stringe tra le mani il prezioso documento e vola sotto la torre Eiffel insieme al marito.

È l’incipit di un’epopea di sollazzo che dura da 24 anni. Dopo la Francia vengono Corea del Sud e Giappone, Germania, Sudafrica, Brasile, Russia e, adesso, Qatar. Tutto spesato, sempre. Voli, vitto, alloggio, partite. Così una placida signora che non si era mai addentrata oltre i perimetri casalinghi sfrutta la fortuna esagerata che le è precipitata addosso per riscrivere una parte della storia: la sua e quella del familiare di turno che la scorta. Il marito, venuto a mancare nel 2019, la cognata, i cugini.

Nel 2006, quando in Germania si srotola il trionfo azzurro, lei è lì a due passi dal campo. Maria si porta a spasso tra culture e condizioni differenti, conoscendo grazie alle rassegne iridate a gratis molto più di quel che la vita le avrebbe concesso. Transita dal tiepido Ecuador al refrigerio russo, fino al boccheggiante Qatar. La sua storia, di recente riportata da un quotidiano ecuadoregno, è destinata a proseguire ancora per un po’. Vorrebbe - la Zambrano, che oggi ha 66 anni - trascinarsi fino ai mondiali del 2034: se avverrà, avrà 77 anni e potrà dire di avere assistito a dieci edizioni differenti.

Probabilmente del calcio non gliene fregava nemmeno troppo, ma dato che c’era – e siccome erano emozioni gratuite - ha cominciato a ballare: è, in fondo, la danza che ogni pasionario del pallone vorrebbe condurre.

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